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FONDATO DAL PROF. VITO RUBINO IL 12 LUGLIO 1896
PREMIATO NELLE ESPOSIZIONI DI ROMA, PALERMO, PARIGI, MARSALA
SETTIMANALE DI ATTUALITA' POLITICA, CULTURA, AGRICOLTURA, COOPERAZIONE, TURISMO, SPORT
ANNO 118 - NUMERO 12                                                                  MARSALA, 25 OTTOBRE 2014



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Un altro NO al piano di Renzi di trivellare il Mediterraneo


ANTONELLA MILAZZO: “È NECESSARIO UN FRENO”

Nell'immediato la soluzione è senz'altro quella di modificare l'art.38 del decreto “Sblocca Italia” prima che lo stesso venga convertito in legge. Ho presentato una mozione in cui chiedo al governo regionale di intervenire a difesa del nostro territorio, sospendendo la corsa alle trivellazioni. Naturalmente ciò non è sufficiente. E' necessario che ognuno faccia la sua parte, senza timidezze. Dobbiamo riuscirci. Noi ci siamo e faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per indicare e perseguire strade di sviluppo alternative, anche con riguardo alle energie rinnovabili

Marchiamo stretta la nostra battaglia per dire NO al piano di Matteo Renzi per le trivellazioni nel Mediterraneo. E’ urgente intervenire per evitare uno scempio che sarà il più feroce di tutti: violenterà, soffocherà i nostri mari, i nostri paesaggi, la fauna, la flora, l’aria stessa che respiriamo. Non perdiamo tempo, attiviamoci, scendiamo in piazza, facciamo sentire la nostra voce perché il decreto “Sblocca Italia” venga bloccato. E’ in gioco il futuro del nostro Mare Mediterraneo. L’articolo 38 del decreto cosiddetto “Sblocca Italia” prevede, infatti, che potranno essere rilasciate con procedure rapide nuove autorizzazioni in tutto il sottosuolo marino in particolare lungo le isole Egadi. Perché deturpare questo bellissimo mare che tutti ci invidiano? In fondo noi dobbiamo essere custodi di questa Terra. Non dobbiamo sfruttarla, distruggerla. Dobbiamo conservare quello che abbiamo. Se si va oltre questo limite non possiamo più tornare indietro. Abbiamo questo mare. Non un altro. Abbiamo questo paesaggio. Non un altro. Abbiamo questa Natura. Non un’altra. Abbiamo questo Bene. Non un altro!
Anche Antonella Milazzo deputato regionale (PD) vuole fare sentire la sua voce.

Onorevole Milazzo, sul mare del Canale di Sicilia incombe una gravissima minaccia; presto potrebbe trasformarsi in una enorme distesa di pozzi e piattaforme petrolifere con danni irrimediabili per l’ambiente. Si parla di disastro ambientale senza precedenti nel Mediterraneo! Ma ciò che è più allarmante è che vi sono una ventina di altre autorizzazioni in via di concessione da parte del Ministero dell’Ambiente per altrettanti operazioni di ricerca ed estrazione di petrolio a largo della costa che va da Siracusa a Marsala. Qual è la sua proposta concreta per dire stop al piano del Premier Matteo Renzi di trivellare i nostri mari? Ci indichi una strada diversa.

Le attività di esplorazione e coltivazione di idrocarburi sono processi altamente inquinanti che potrebbero esporre a gravi rischi aree di particolare pregio naturalistico o soggette a rilevante rischio sismico e aree in cui attività economiche e produttive, come turismo, pesca ed agricoltura, possono essere seriamente danneggiate. E' quindi necessario mettervi un freno. Nell'immediato la soluzione è senz'altro quella di modificare l'art.38 del decreto “Sblocca Italia” prima che lo stesso venga convertito in legge. In seguito bisogna intervenire con strumenti di carattere normativo e avviando la predisposizione di una valida piattaforma di tutela del territorio finalizzata alla sua reale salvaguardia. Bisogna introdurre norme di tutela ambientale chiare. Penso ad esempio ad una legge regionale sul mare, che tutte le regioni hanno e di cui la Sicilia è sprovvista.  A ciò bisogna aggiungere un serio piano di gestione delle innumerevoli risorse naturali e paesaggistiche cercando di conciliare tutela dell'ambiente e sviluppo. Il nostro patrimonio naturalistico è immenso e da li può partire il rilancio dell'economia siciliana. Le risorse naturali, oltre che un valore in sè, costituiscono fondamentali asset di sviluppo della Sicilia, anche con riferimento al sistema turistico.




  Rosa Rubino
  (Segue...)





Progetto di rilancio per il Convitto audiofonolesi


LA NUOVA REGGENTE, PROFESSORESSA MARIELLA PARRINELLO SI STA IMPEGNANDO IN TAL SENSO CON IDEE CHIARE. DAL PROVVEDITORE AGLI STUDI LUCA GIRARDI VIENE DEFINITO “L'ULTIMO TENTATIVO” DI RISOLVERE LE SORTI DELL'IMPORTANTE STRUTTURA SOCIO-SCOLASTICA MARSALESE

Cambio al vertice del Convitto Audiofonolesi di Marsala. Con il nuovo anno scolastico è infatti arrivata la nuova reggente Mariella Parrinello. L’ultima speranza, “l’ultimo tentativo”, come l’ha definito il provveditore agli studi che le ha dato l’incarico scegliendola per risollevare le sorti dell’importante struttura marsalese. E lei, fresca di nomina, ha già le idee chiare sul da farsi. Lo ha spiegato in una apposita conferenza stampa a cui hanno preso parte il dirigente provinciale del Provveditorato Luca Girardi, il Presidente dell’Ente Nazionale Sordi Pietro Lombardo, l’avvocato Diego Maggio in rappresentanza dell’ex Provincia di Trapani e Rocco Giacalone in rappresentanza dell’Asp. Sono questi gli enti a cui Mariella Parrinello ha chiesto aiuto ed impegno. Perché solo lavorando in sinergia è possibile portare al massimo le potenziali della struttura, favorire l’integrazione sociale dei giovani che la frequentano e garantire loro una degna crescita umana e sociale.
Nel tempo, il Convitto Audiofonolesi di Marsala ha sofferto per la sempre minore affluenza di ragazzi, l’alternanza delle gestioni ed una serie di vicissitudini che lo portano oggi al rischio della chiusura se il numero dei ragazzi che lo frequentano non aumenta. Convinta che il Convitto sia una risorsa importante per l’intera comunità, Mariella Parrinello si è già messa al lavoro ed ha cominciato ad apportare le prime innovazioni che sono state presentate proprio nel corso della conferenza stampa. Il provveditore ha ascoltato con attenzione, espresso la sua soddisfazione per i progetti in atto e dato il suo sostegno.
Ad oggi il convitto ospita 15 ragazzi, divisi tra convittori e semiconvittori (coloro che si fermano solo per le ore diurne), frequentanti scuole dalla primaria al superiore di secondo grado.
“Dobbiamo capire che cosa significa il termine educatore - ha detto Mariella Parrinello - Il rilancio del Convitto ruota intorno a questa parola. Ogni ragazzo va quindi seguito con attenzione attraverso il raccordo tra istituzione scolastica, famiglia e convitto. Le attività pomeridiane di tutoraggio, con educatori specializzati, non serviranno quindi semplicemente ad eseguire i compiti scolastici ma diventeranno dei veri e propri progetti per sostenere il ragazzo nel suo inserimento nella società”. Il disagio spesso infatti non è soltanto fisico e le difficoltà si presentano su diversi livelli.




  Antonella Genna
  (Segue...)





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