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FONDATO DAL PROF. VITO RUBINO IL 12 LUGLIO 1896
PREMIATO NELLE ESPOSIZIONI DI ROMA, PALERMO, PARIGI, MARSALA
SETTIMANALE DI ATTUALITA' POLITICA, CULTURA, AGRICOLTURA, COOPERAZIONE, TURISMO, SPORT
ANNO 121 - NUMERO 18                                                                  MARSALA, 9 DICEMBRE 2017



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Le sfide che attendono Musumeci



Una massa paurosa di problemi si stagliano di fronte al nuovo presidente della Regione: infrastrutture, lavoro e turismo sono i primi nodi da affrontare. La credibilità di questo governo si misurerà su abusivismo e, soprattutto, sanità


Passata la sbornia elettorale e con l’ufficializzazione della sua giunta di governo, il neo governatore della Sicilia Nello Musumeci ha iniziato ad analizzare i tanti problemi della regione, problemi che andranno affrontati in una visione consapevole ed unitaria, abbandonando l’approccio sempre basato sulla continua emergenza.
I dossier sul tavolo di Musumeci sono tanti: dalla carenza di infrastrutture alla mancanza di lavoro, dal rilancio del turismo allo sfascio della sanità.
Prioritariamente, da questo nuovo governo ci si aspettano misure legate al rilancio delle opere pubbliche e dell’edilizia in genere, un settore che in passato è stato un volano per l’asfittica economia dell’Isola, ma che adesso è sprofondato in una crisi senza precedenti.
In Sicilia dal 2008 al 2016 le imprese edili sono diminuite per numero e per dimensioni occupazionali, passando da 34 mila ad appena 20 mila e di queste solo il 3,7% ha più di 10 addetti. Sono cresciuti i disoccupati nel settore, nell’indotto e anche nel sommerso. Il calo occupazionale è stato di 100 mila unità, in un settore dove è diffusissimo il lavoro nero (oltre il 40%). A confermare la crisi dell’edilizia è il calo vertiginoso degli importi messi a gara, passati da 1 miliardo a 200 milioni del 2007 a 121 milioni del 2016.
I sindacati hanno avviato una forte iniziativa nei confronti del neo Governo siciliano per sbloccare le opere immediatamente cantierabili e per utilizzare in tempi brevi le risorse dei Patti per lo sviluppo la cui cantierabilità è ritardata dalla mancanza di una progettazione esecutiva delle opere.
L’ordinamento degli appalti pubblici in Sicilia, regione a statuto speciale, è stato sempre caratterizzato, e in particolare in quest’ultimo ventennio, da un impianto normativo molto articolato, eccessivamente complesso e anche contraddittorio, molto spesso di dubbia chiarezza e di incerta e difficile applicazione. Dalla legge regionale n.7/2002 di recepimento con modifiche della legge quadro sui lavori pubblici (la legge n.109/1994 la cosiddetta Merloni) fino all’agosto 2010, sono stati approvati dall’Assemblea regionale siciliana ben ventidue interventi legislativi di modifiche, integrazioni e sovrapposizioni al testo originario, provvedimenti spesso dettati da un distorto senso dell’autonomia che si sono succeduti in maniera caotica e confusa realizzando un corpo normativo molto frammentato, fonte di notevoli dubbi interpretativi e causa di innumerevoli contenziosi.
A chiarire l’estrema confusione normativa è intervenuta la legge regionale n. 12/2011 la quale, recependo in maniera dinamica la normativa nazionale, la rende immediatamente applicabile alla regione Sicilia, dando così  finalmente chiarezza e certezza del diritto a tutti gli operatori del settore.




  Lorenzo Fertitta
  (Segue...)





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