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FONDATO DAL PROF. VITO RUBINO IL 12 LUGLIO 1896
PREMIATO NELLE ESPOSIZIONI DI ROMA, PALERMO, PARIGI, MARSALA
SETTIMANALE DI ATTUALITA' POLITICA, CULTURA, AGRICOLTURA, COOPERAZIONE, TURISMO, SPORT
ANNO 118 - NUMERO 9                                                                  MARSALA, 5 AGOSTO 2014



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VITO RUBINO E IL SUO VOMERE


È LA STUDIOSA FRANCESCA LA GRUTTA A TRACCIARE UN PROFILO DEL FONDATORE DELLA TESTATA CHE IL 12 LUGLIO HA COMPIUTO 118 ANNI. UN VIAGGIO AFFASCINANTE NELLA STORIA DEL PIÙ ANTICO PERIODICO AGRICOLO COMMERCIALE DI SICILIA

Del Prof. Vito Rubino, fondatore de IL VOMERE, io mi sono occupata e ho presentato una sua, pur breve, biografia nel corso di un incontro tra L’Associazione marsalese di Storia Patria e la cittadinanza marsalese, incontro tenutosi al Convento del Carmine e al quale IL VOMERE ha dedicato una intera pagina. Torno volentieri a scrivere del Prof. Vito Rubino anche perché questo prestigioso periodico ,da lui fondato, compie quest’anno il suo 118esimo anno di vita, essendo uscito per la prima volta il 12 luglio 1896.
Vito Rubino nacque a Marsala il 27 dicembre 1855 e morì a Marsala il 30 novembre1923. Figlio di Nicolò e di Brigida Agate, Vito Rubino sposò in prime nozze Maria Garraffa che morì giovanissima e solo poco dopo il matrimonio. Il giovane Vito si risposò in seguito con Rosa Maggio dalla quale ebbe tre figli: Alfredo, Adolfo, papà di Vito e Tommaso e Riccardo, papà di Rosa e Alfredo.Vito, ancor giovane, professò l’insegnamento di contabilità presso l’Istituto Tecnico e contemporaneamente si occupò di politica, militando nel Partito Radicale, nelle cui file fu eletto Consigliere Provinciale, e sostenne la candidatura del suo amico Vincenzo Pipitone con il quale il 25 aprile 1886 fondò il giornale locale La Nuova Età ,Organo della Società Democratica “Garibaldi”. Successivamente con Sebastiano Cammareri Scurti fondò un altro giornale locale Il Boeo. Nel 1896 fondò da solo il suo periodico Il Vomere il cui primo numero uscì il 12 luglio 1896 con i caratteri tipografici della Stampa Martoglio, editore marsalese che, come faceva la Tipografia Di Dia e la Tipografia Giliberti, stampava a Marsala. Il Prof. Vito Rubino diresse Il Vomere per ventisette anni e il periodico, sotto la sua direzione, raggiunse un tale livello di prestigio che anche lo stesso re Vittorio Emanuele III ne fu un assiduo lettore. Nel 1899 Il Vomere venne premiato con il Diploma al Merito all’Esposizione Agraria di Roma , nel 1900 venne premiato con la Menzione Onorevole all’Esposizione Universale di Parigi, nel 1902 venne premiato con l’unica Medaglia d’Argento, assegnata dal Ministro di Agricoltura, Industria e Commercio alla Esposizione Enotecnica di Marsala, ancora nel 1902 venne premiato con il Diploma di Benemerenza nella prima Esposizione Agraria Siciliana di Palermo. L’11 aprile1899, il vescovo della Diocesi di Trapani S.E. Mons. Stefano Gerbino, barone di Campobello, scriveva al Prof. Rubino: “Da tutti si lamentava la mancanza di un giornale che,occupandosi di cose agrarie e commerciali, avesse dato un forte impulso al risorgimento dei due principali fattori del materiale benessere dei popoli, quali sono l’agricoltura e il commercio. La S.V. colla pubblicazione del Vomere ha colmato il vuoto e si è reso benemerito di quella parte di cittadini che a queste due fonti di ricchezza si sono specialmente dedicati. Ardua a prima vista sembrò l’iniziativa e difficile il compito, ma la S. V., dandosi all’opera con strenua alacrità e competente cultura, ha saputo mostrare come a tutto si può rimediare. Me ne congratulo con Lei, Sig. Direttore”. Nell’aprile del 1900, a soli quattro anni dalla fondazione del suo periodico, il Prof. Vito Rubino riceveva, dal Sottosegretario di Stato Dott. Colosimo, una lettera di encomio nella quale si legge: “L’opera utile del Prof. Vito Rubino, direttore del giornale Il Vomere di Marsala, mi è nota, ed io apprezzo assai l’intelligente zelo da lui posto a vantaggio dell’agricoltura locale; cosicchè il periodico, che vede per il di lui mezzo la luce, è organo utilissimo per diffondere interessanti cognizioni e per tenere a giorno gli agricoltori delle più importanti quistioni agricole. Il Vomere merita incoraggiamento e, pertanto, come segno di gradimento, non potendo fare altro, ho disposto che questa Amministrazione prenda l’abbonamento ad un conveniente numero di copie del periodico predetto, che saranno inviate alle Istituzioni Agricole del Regno” Nel 1906 il giornale “La Follia” di New- York il giorno 29 aprile pubblicava: “Abbiamo ricevuto e letti con piacere diversi numeri del Vomere un importantissimo periodico che si pubblica a Marsala sotto la direzione del Prof. Vito Rubino, pubblicista valoroso che al benessere morale e materiale della sua città nativa si è da molti anni interamente consacrato… Il veder l’agricoltura negletta, la vite colpita dalla fillossera e il commercio del vino, unica risorsa del paese, venir meno, lo spinsero a ritirarsi dalla politica e a fondare un giornale che, dopo la questione politica, facesse risorgere quella economica e sociale. Egli fece come Cincinnato che, dopo aver reso i suoi servigi alla patria, nulla chiese per sé e si ritirò , solo per spingere col suo Vomere i neghittosi alla conquista dell’avvenire… Era naturale che un uomo di tanto senno, un vero apostolo del dovere, dovesse avere il suo premio. Infatti il Vomere, esposto alla Mostra Agraria di Roma nel 1899, ottenne la Menzione Onorevole, nel 1900 all’Esposizione Universale di Parigi il Diploma di merito e nel 1902 all’Esposizione agricola Palermo- Marsala, la Medaglia d’argento, l’unica assegnata dal Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio”. Il Vomere è stato un organo di stampa propulsore dell’istruzione popolare e del progresso economico e sociale. Sull’analfabetismo a Marsala, Girolamo Palmeri scriveva sul Vomere: “ Grave, anzi gravissimo, è il nostro compito per potere risanare questa piaga che tanto affligge il nostro Comune, compito che richiede denaro,attività, buon volere, amore, sacrifizio. Ed è per questo che rivolgiamo caldo appello a tutti i cittadini d’ogni parte, a che,colla unanime cooperazione, si possa vedere in breve periodo di tempo il nostro paese gareggiare con quelli dove l’ignoranza è già fugata da un pezzo. …..Integriamo l’istituto scolastico con scuole serali e domenicali; con doposcuola, educatori, ricreatori, i quali ultimi occupino i fanciulli in lavori di pratica utilità a vantaggio dell’assistenza scolastica e avremo fatto un gran passo avanti,…… Gli insegnanti rurali inoltre facciano in modo che i loro insegnamenti siano tali che destino interesse vero nella popolazione, sicchè coloro che disertano la scuola, la desiderino invece e l’amino e ad essa si rivolgano fidenti e solleciti”. Il Prof Vito Rubino vide in istruzione e agricoltura un binomio inscindibile e il suo Vomere il 31 maggio 1899 pubblicò la lettera del Sindaco di Marsala, Giacomo Dell’Orto, con la quale lo stesso dava comunicazione alla Giunta municipale di “avere istituito una mezza borsa di studio per l’ammissione di un giovane marsalese, in questa Regia Scuola Agraria, il quale abbia conseguito la licenza elementare”. Il prof. Rubino mostrò particolare attenzione alla scuola e il Vomere seguì e sostenne iniziative importanti quali i “Campicelli” fuori Porta Nuova, progettati e realizzati dal pedagogista Michele Crimi, Direttore del Regio Corso Magistrale dal 1911 al 1922, il progetto e la realizzazione del Giardino d’Infanzia “Guido Baccelli”, le colonie marine, collinari e montane, i viaggi d’istruzione, l’Associazione Pro Infanzia, la scuola all’aperto nella Villa del Rosario. Sulle pagine del numero del 20 Gennaio 1918 del Vomere, il prof. Vito Rubino diede la notizia dalla Festa dell’Albero di Natale che si era svolta il giorno dell’Epifania presso i locali del Giardino d’Infanzia; l’albero era stato allestito sotto il Patronato delle Dame diretto dalla Signora Giuditta Dell’Orto, i doni da mettere sotto l’albero erano stati recapitati direttamente a casa della Direttrice del Giardino d’Infanzia, Angelina Trapani, in via XI Maggio n° 51.Vito Rubino sul suo Vomere scriveva: ” Tra i donatori segnaliamo il Sig. Giuseppe Lipari Cascio che regalò £ 50, la Ditta Florio e & £ 50, la Ditta Ingham £ 25, la Signora Dora Anca £ 10 ed inoltre si raccolse tra gli intervenuti alla festicciola la somma di £ 70,70 dietro offerta di un opuscolo riguardante il Giardino stesso”. Il Vomere inoltre fu l’organo ufficiale di stampa della Regia Scuola Pratica d’Agricoltura che si trasformò poi in Regio Istituto Agrario e le colonne del Vomere perorarono l’istituzione della Cattedra Ambulante di Agricoltura per fornire ai lavoratori agricoli, assillati dal riimpianto dei vigneti distrutti dalla fillossera, le conoscenze, i consigli e le tecniche da adottare nella selezione dei vitigni, nell’uso dei concimi, negli innesti da praticare sulla base di criteri scientifici e di analisi dei terreni. La fillossera aveva rovinato i vigneti, li aveva distrutti! Il Vomere allora pubblicò uno scritto del Direttore della Regia Scuola Pratica dell’Agricoltura della Provincia di Trapani, Prof. Paolo Vallese, nel quale si consigliava ai viticoltori di” impiantare viti americane e di verificarne l’adattamento al terreno ricco di carbonato di calce che poco si presta alla coltivazione della vite americana”, Il Prof. Paolo Vallese inoltre consigliava di  non praticare né il metodo distruttivo per la larghezza del cerchio infetto, né il metodo curativo a causa della composizione chimico- mineralogica del terreno”. Concludeva così il Prof. Paolo Vallese: “ Ed è specialmente quello dell’adattamento, lo studio che mi propongo di fare e di pubblicare in vari articoli, riportando i risultati ottenuti in altre località su terreni analoghi a questi, allo scopo di mettere in grado i viticultori di intraprendere piccole coltivazioni sperimentali, prima di accingersi a piantagioni di qualche importanza. Così facendo si giungerà, fra qualche tempo, ad ottenere dati di fatto sicuri e locali, i quali, aggiunti a quelli che ci giungono da fuori, costituiranno la guida che dovrà condurre ogni viticultore nella difficile via della ricostituzione dei vigneti con ceppo americano”.




  Francesca La Grutta
  (Segue...)





“È la peggiore delle violenze. Pregate per noi e scrivete di noi”


Vera Baboun, sindaco di Betlemme scrive al Vomere

“My dear Rosa, yes is the worst you can ever, ever imagine. Pray for us an write about us. Best dearest”.” Mia cara Rosa, sì è la peggiore delle violenze che non puoi mai e poi mai immaginare. Prega per noi e scrivi di noi…” Questo l’appello accorato di Vera Baboun, prima donna Sindaco di Betlemme in una email ricevuta in risposta alla mia inviatale, alcuni giorni fa, per esternare amarezza e preoccupazione per la nuova escalation di violenza sulla striscia di Gaza. Una violenza che non può e non deve lasciarci indifferenti. Come può il mondo volgere lo sguardo dall’altra parte di fronte all’orrore di Gaza dove gli inviati, nei loro reportage, parlano di odore di morte, dove hanno perso la vita e i loro sogni migliaia di bambini palestinesi, donne, uomini; dove la gente muore nelle scuole, nei mercati, negli ospedali bombardati, dove vedi i cadaveri ovunque sotto le macerie e senza nessun posto dove potere fuggire? “Dove l’odore - come scrive l’inviato Fabio Sciuto su La Repubblica - è quello dolciastro del sangue umano mescolato a quello animale…”. Un dramma storico che si protrae ormai da oltre mezzo secolo, una strage che non trova soluzione e della quale il resto del mondo ha in realtà cessato d’occuparsi seriamente. E mentre accadono queste tragedie l’Europa è assente. Ha perso il senso di umanità. Mezzo miliardo di cittadini europei sono, di fatto, incapaci di dire basta alla carneficina. E a questo punto ci si chiede: perché questa nostra impotenza? E mentre i bimbi muoiono e si consuma questa immane tragedia l’Europa ha pensato bene di andare in vacanza rinviando al 30 di agosto la scelta dell’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue. Questa impotenza è di fatto la somma di ventotto impotenze nazionali, è la dimostrazione di non essere capace di avviare una efficace, attenta politica estera europea. E’ un paradosso, ma è così. Proprio l’Europa che è il principale partner commerciale di Israele e il principale donatore di aiuti ai palestinesi. In una simile situazione sarebbe bello se un segnale partisse dall’Italia. Da noi, dal governo italiano che parla tanto di un “Europa diversa”. Sarebbe bello compiere i primi passi, costringere gli altri paesi a guardarsi in faccia, perché quei bambini di Gaza uccisi pesano sulle nostre coscienze. “L’Europa – sostiene Eugenio Scalfari - dovrebbe essere l’interlocutore principale di quei due popoli e di quei due Stati e collegarli con un trattato che entrambi li coinvolga nel’Unione Europea Questa è la sola via da percorrere a cominciare da subito e questo dovrebbero proporsi i veri amici di Israele”.




  Rosa Rubino
  (Segue...)





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