RITORNA ALLA HOMEPAGE
FONDATO DAL PROF. VITO RUBINO IL 12 LUGLIO 1896
PREMIATO NELLE ESPOSIZIONI DI ROMA, PALERMO, PARIGI, MARSALA
SETTIMANALE DI ATTUALITA' POLITICA, CULTURA, AGRICOLTURA, COOPERAZIONE, TURISMO, SPORT
ANNO 119 - NUMERO 12                                                                  MARSALA, 8 AGOSTO 2015



Per leggere il giornale on line clicca su questo collegamento.





ENTRA nell'area download dove troverai oltre al Giornale l'Acrobat Reader v.5.





www.ilvomere.it







www.siciliaservizi.it









Il Vomere avvia una petizione per dire NO al decreto “Sblocca Italia” voluto dai governi  Renzi e Crocetta e dai petrolieri. Per dire No alle trivelle che stanno arrivando nel mare delle Egadi tra Mozia e Favignana

Il più antico periodico siciliano “Il Vomere”, affiancando le più importanti associazioni ambientaliste, incominciando da Greenpeace, Wwf, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Anci, Legacoop Pesca Sicilia e Touring Club Italia ha avviato una petizione per dire NO alle trivelle che stanno arrivando nel mare delle Egadi (Sicilia occidentale), tra le isole di Favignana e Mozia. Per dire NO al decreto “Sblocca Italia” voluto dai governi Renzi e Crocetta e dai petrolieri che, com’era prevedibile, hanno stravinto. Il disegno di legge sugli ecoreati non ha ancora completato il suo iter legislativo e adesso tornerà al Senato per la quarta lettura, rischiando così di arenarsi definitivamente col plauso di quei petrolieri e di quelle lobby industriali, che, pur di tutelare i loro interessi, dimostrano un’assoluta indifferenza per il nostro mare e per il nostro territorio. Un decreto che è una grande minaccia per il delicato ecosistema di questi luoghi unici al mondo! L’ambiente non è in vendita.




  
  (Segue...)





Firmate, firmate adesso per dire NO alle trivelle volute da Renzi, da Crocetta e dai petrolieri


“Salviamo la bellezza delle nostre coste”. Con questo accorato appello il Vomere, unitamente alle maggiori associazioni ambientaliste (da Greenpeace, Wwf, Italia Nostra, Lipu, Legambiente, Anci, Legacoop Pesca Sicilia e Touring Club Italia), ha avviato una petizione per dire NO alle trivelle che stanno per invadere il nostro mare in virtù del tanto vituperato art. 38 del decreto “Salva Italia” e per tutelare la qualità dell’ambiente e di conseguenza la nostra salute. Non possiamo infatti tollerare anche il solo rischio che le ricerche di idrocarburi possano minacciare la bellezza del nostro mare, l’espansione del nostro turismo e dell’ economia del nostro territorio.
La petizione sarà inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.
Bisogna infatti informare l’opinione pubblica che questa scellerata strada della ricerca del petrolio nel canale di Sicilia è molto rischiosa in quanto il Mediterraneo è un mare chiuso e, quindi, eventuali incidenti durante le estrazioni porterebbero a catastrofici disastri ambientali.
Questa denuncia resta un nostro irrinunciabile obiettivo sul quale non vogliamo che si spengano i riflettori, né che su di esso cali l’oblio e il disinteresse. Spesso in questa battaglia ci siamo ritrovati soli; è con diffidenza che guardiamo a chi cerca di trarre profitto dal nostro lavoro con interventi pubblicitari episodici e/o di facciata, ma accettiamo invece una sincera collaborazione da tutti coloro che condividono i nostri sforzi per conoscere, tutelare ed amare la nostra terra.
Purtroppo, oggi più che mai, manca in Sicilia un serio e convincente interlocutore politico: l’esperienza del governo Crocetta sembra definitivamente fallita e, se il concetto di responsabilità ha ancora cittadinanza in questa disastrata e poco credibile classe politica,sono sotto gli occhi di tutti i guasti che questa esperienza di governo ha prodotto in poco più di 2 anni di legislatura.
Ultima irresponsabile mossa politica è l’aver svenduto il nostro mare ai petrolieri; è scandaloso, infatti, che chi ci governa non sappia comparare gli scarsi benefici e i moltissimi rischi che derivano dall’estrazione degli idrocarburi con le pericolose ricadute economiche e sociali su attività come pesca e turismo, senza considerare poi le pesanti conseguenze della filiera del petrolio sulla salute dei cittadini, tristemente evidenti in tutta la loro drammaticità in realtà fortemente contaminate come Gela e Augusta.
Molta preoccupazione suscitano le tecniche geosismiche adottate dalle multinazionali petrolifere per le ricerche in mare; esse infatti sono molto dannose per l’ambiente e la fauna sottomarina e marina. Cannoni ad aria compressa sparano verso i fondali bolle a 250 decibel e, ancora ad un chilometro di distanza, mantengono un’intensità sonora sui 150 decibel (120 decibel possono causare danni irreversibili negli uomini). Si aggiunga inoltre che il petrolio migliore è quello particolarmente leggero, mentre invece quello sottomarino è molto pesante perché si tratta di fanghiglia da raffinare per essere trasformato in una risorsa di qualche utilità. In pratica oggi estrarre gli idrocarburi nel mar di Sicilia è troppo costoso, inoltre il petrolio del mare siciliano è scadente di qualità e buono al massimo per bitumare qualche strada.
Favorire e incentivare le estrazioni di idrocarburi piuttosto che investire sulle bellezze della nostra regione (il mare, le tradizioni, l’enogastronomia, la cultura) e su fonti rinnovabili pulite, come ormai si indirizza tutta l’Europa, è un delitto compiuto da irresponsabili.




  Lorenzo Fertitta
  (Segue...)





IL SONDAGGIO
Ti piace la tua città ?
Molto
Si mi piace
Abbastanza
Cosi e cosi
No
Scapperei via
Guarda i risultati


Email info@ilvomere.it
CENTRO STAMPA RUBINO
L'arte nella stampa
Marsala - Via Trapani, 123 - Tel/Fax 0923.736272
ilvomere.it - Tutti i diritti riservati - Powered by SICILIASERVIZI.IT   email : i.internetservice@tin.it  webmaster G. G.