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FONDATO DAL PROF. VITO RUBINO IL 12 LUGLIO 1896
PREMIATO NELLE ESPOSIZIONI DI ROMA, PALERMO, PARIGI, MARSALA
SETTIMANALE DI ATTUALITA' POLITICA, CULTURA, AGRICOLTURA, COOPERAZIONE, TURISMO, SPORT
ANNO 121 - NUMERO 3                                                                  MARSALA, 17 FEBBRAIO 2018



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Lo scenario politico più strano degli ultimi anni


A meno di venti giorni dal voto, una campagna elettorale più noiosa che mai sembra assumere una certa effervescenza.
Alcuni dettagli, tuttavia, la rendono un unicum nella storia repubblicana. Si può dire che dal 1948 ad oggi, nonostante le leggi elettorali succedutesi nel tempo, la frammentazione dell’arco costituzionale ha sempre seguito questo andazzo: due poli partiti, cui gravitano attorno micro-formazioni affini. E dunque, se tutta la Prima Repubblica ha visto la contrapposizione DC/PCI e il mosaico di PSI, PRI, PLI, PSDI per poi vedere i vagiti – dal 1994 in poi – di un sistema tendenzialmente maggioritario, ebbene di fronte a queste elezioni 2018 ci troviamo un po’ in imbarazzo.
Giocano sul campo, stavolta, più attori: da destra a sinistra abbiamo Fratelli d’Italia, Lega Nord, Forza Italia, Partito Democratico, +Europa Liberi e Uguali; il Movimento5Stelle – liquido come non mai – rifugge qualsiasi classificazione. Il sistema dunque è tripolare: i grillini corrono da soli ma seguono la dottrina Di Maio che predica la possibilità di alleanze trasversali. Il grande quiz, però, sono le coalizioni altrui. Ed ecco la novità. La “nazionalizzazione” della Lega (e il suo sfondamento al Sud) ha comportato l’emancipazione di Salvini dalla necessità di allearsi con Berlusconi. Quando la Lega, infatti, si chiamava ancora “Nord”, il vecchio Bossi poteva reggere in pugno solo le regioni settentrionali, il mezzogiorno – all’epoca – era un territorio inarrivabile. A questo punto, voi capirete, non è il Matteo di Milano il più grande alleato – che aspira al premierato – dell’ex Cavaliere, ma quello di Firenze ad essere la vera spalla di Forza Italia.




  Riccardo Rubino
  (Segue...)





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