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FONDATO DAL PROF. VITO RUBINO IL 12 LUGLIO 1896
PREMIATO NELLE ESPOSIZIONI DI ROMA, PALERMO, PARIGI, MARSALA
SETTIMANALE DI ATTUALITA' POLITICA, CULTURA, AGRICOLTURA, COOPERAZIONE, TURISMO, SPORT
ANNO 122 - NUMERO 8                                                                  MARSALA, 6 LUGLIO 2019



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PROGETTO “RINASCE”

PER MIGLIORARE LE CONDIZIONI AMBIENTALI DELLO STAGNONE

Lo Stagnone di Marsala è un sistema naturale complesso dove coesistono aree naturali e zone che nel tempo sono state trasformate dall’uomo, come le saline, e che solo successivamente si sono naturalizzate. Riserva Naturale Orientata, è considerato una delle più importanti aree umide del Mediterraneo e per certe sue peculiarità, la più importante. È riconosciuta come Riserva Regionale, come Zona di Protezione Speciale, come Sito di Importanza Comunitaria e rientra nella Convenzione di Ramsar. Assieme alle sue Isole ed alle saline limitrofe rappresenta un importante polo naturalistico, storico-archeologico e culturale di rilevanza internazionale.
È da almeno 20 anni che nella laguna si osserva una notevole riduzione della biodiversità dovuta ai cambiamenti climatici in atto enfatizzati da un fenomeno di confinamento della parte settentrionale a causa di una riduzione del ricambio idrico. Ad esempio la prateria di Posidonia oceanica non ha più le condizioni ottimali per il suo sviluppo, perché sono stati superati i limiti della sua tolleranza alla temperatura ed alla salinità e pertanto risulta in costante declino, con una stima di diminuzione tra l’80 ed il 90%. Tra le cause la riduzione dell’idrodinamismo interno, che, soprattutto nel bacino settentrionale, è legato all’azione del vento e della marea e risulta fortemente condizionato dalla morfologia costiera, dalla batimetria dei fondali e dallo scarso ricambio dovuto all’interrimento della bocca nord. I tempi di ricambio idrico in una laguna rivestono un ruolo fondamentale nella qualità delle acque e nell’equilibrio dell’ecosistema acquatico. Le modifiche morfologiche che hanno interessato l’attuale Isola Lunga negli ultimi due secoli hanno giocato un ruolo fondamentale nella riduzione degli scambi idrici con il mare aperto. La realizzazione delle saline ha infatti unito le tre isole preesistenti in un unico corpo eliminando i canali che collegavano il mare aperto con lo Stagnone.
Tutte queste modifiche all’assetto costiero, in parte naturali ma soprattutto generate da azioni antropiche hanno, nel tempo, influenzato l’assetto ecologico della laguna. La stessa distribuzione della vegetazione sommersa è stata influenzata da questi fattori. Fino alla metà degli anni ‘90 all’interno della laguna era presente una prateria di P. oceanica, sotto le forme peculiari di cordoni ed atolli. La zona a ovest di Mothia era caratterizzata dalla presenza di tali formazioni. Tuttavia già da allora era stata segnalata una tendenza alla riduzione degli scambi idrici col mare aperto e, quindi, un deterioramento dell’ecosistema a P. oceanica all’interno di questa parte di laguna.
Trovare delle soluzioni per il lento ma continuo degrado dello Stagnone di Marsala è stato uno degli obiettivi che da almeno un decennio si sono poste le Amministrazioni che si sono succedute alla guida del Comune, nonché gli Enti e le Istituzioni deputate alla conservazione dell’ambiente lagunare, compreso il mondo della ricerca scientifica.




  Antonio Mazzola*
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