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FONDATO DAL PROF. VITO RUBINO IL 12 LUGLIO 1896
PREMIATO NELLE ESPOSIZIONI DI ROMA, PALERMO, PARIGI, MARSALA
SETTIMANALE DI ATTUALITA' POLITICA, CULTURA, AGRICOLTURA, COOPERAZIONE, TURISMO, SPORT
ANNO 123 - NUMERO 13                                                                  MARSALA, 8 Novembre 2019



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ARCHEOLOGIA È PASSIONE

Una cifra che lo avrebbe sempre contraddistinto e sarebbe stato il segreto del suo grande successo: sapere cosa serve, attivare e mettere in rete tutte le forze positive per realizzarlo, comandare con la vera autorità, sapendo parlare al cuore delle persone, anche le più umili, con semplicità e schiettezza. Un uomo di parola, un uomo che rispettava profondamente anche le opinioni diverse dalle sue. Così facemmo il giro degli scavi discutendo di strategie, possibili saggi di scavo, sequenze e cronologie. Iniziammo un progetto scientifico che dopo 17 anni ha cambiato radicalmente le conoscenze su Mozia e ha reso l’isola molto più fruibile. E da allora quelle visite si sono sempre ripetute. Ricordo la sua prima ispezione al magazzino con i reperti appena scoperti. La serietà con cui osservava ogni singolo coccio e l’acutezza delle sue osservazioni, sempre offerte con garbo agli studenti che si incamminano sulla strada dell’Archeologia.
Poi ci fu la svolta, la grande impresa delle Egadi. Sicuramente tra le più grandi scoperte archeologiche di sempre nel Mediterraneo. Sebastiano Tusa sapeva parlare a tutti. E tutti lo consideravano un interlocutore non solo competente, affidabile e che dava seguito agli impegni presi, ma soprattutto un interlocutore amico, un grande amico. E questa sua grande qualità, il sapere comunicare anche alle persone più culturalmente lontane – senza mai deflettere da una straordinaria lucida consapevolezza dei ruoli istituzionali che interpretava impeccabilmente – ha prodotto molti dei suoi più grandi risultati: dal Satiro di Mazara del Vallo ai rostri della Battaglia delle Egadi.
Una grande apertura mentale, immensa. L’idea, già messa in atto da suo padre Vincenzo, di chiamare in Sicilia le grandi istituzioni scientifiche, le università straniere, gli enti di ricerca, per creare una grande laboratorio di ricerca internazionale, di condivisione scientifica, di scoperte e pubblicazioni, idea che è stata un’altra chiave di un successo duraturo, che ancora porta frutti. Ci hai lasciato così tragicamente, ti portiamo sempre vivo nel cuore e davanti agli occhi sono le tue sagge battute, la tua pazienza, il tuo Amore per la Sicilia, così sincero e intelligente. Mozia e la missione della Sapienza ti saranno per sempre grati!


* Archeologo, Docente all'Università La Sapienza di Roma. Direttore della Missione Archeologia a Mozia.

Lorenzo Nigro*
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