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FONDATO DAL PROF. VITO RUBINO IL 12 LUGLIO 1896
PREMIATO NELLE ESPOSIZIONI DI ROMA, PALERMO, PARIGI, MARSALA
SETTIMANALE DI ATTUALITA' POLITICA, CULTURA, AGRICOLTURA, COOPERAZIONE, TURISMO, SPORT
ANNO 121 - NUMERO 3                                                                  MARSALA, 17 FEBBRAIO 2018



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Bullismo o delinquenza: ma di quale emergenza parliamo?


Vediamolo per ciò che è nella sostanza: un semplice “regolamento dei conti” che – per carità – detto così fa impressione, ma scommetto che ognuno di noi, nella propria giovenizza, ha lanciato almeno una volta il guanto di sfida ad un coetaneo dicendo “t’aspetto fora!”. Tutto sommato sono scazzottate certo violente, ma pur sempre fisiologiche in un’età di passaggio quale è l’adolescenza; queste dinamiche, del resto, sono descritte anche in romanzi famosi.
Ciò che piuttosto sorprende è la memoria corta di molti indignati i quali si sono dimenticati di ciò che era Marsala fino a qualche tempo fa: quando andavo io al liceo – e si parla degli anni tra il 2003 e il 2008 – certe zone di Porta Nuova erano off-limits perché popolate da coetanei con la passione per i ludi gladiatori.
Ancora prima, all’inizio dei 2000, non c’era weekend in occasione del quale non si registrasse – nei locali dietro il mercato del pesce – una rissa che avrebbe riempito i discorsi del lunedì successivo.
Se andiamo ancor più indietro nel tempo – e quindi negli anni ’90 – il volto celato dalle maschere e dai domino era l’occasione, durante la settimana di carnevale, per alcuni - rimasti purtroppo ignoti - di sfogare sui malcapitati le frustrazioni di tutto l’anno: riempivano le mazze di plastica col pietrisco o sparavano caccamo con la cerbottana ad altezza occhi… e tutto ciò per il puro piacere di struppiare.
Per non scadere nell’ovvio, non parliamo di ciò che – ai nostri tempi – significava andare alla Fiera delle giostre… una vera e propria prova di coraggio! Descrivere le sberle che abbiamo visto volare in quei luoghi è operazione assai difficile e l’unico modo che abbiamo per farlo è scimmiottare Omero e chiedere l’aiuto delle muse cominciando con un “Cantami o diva… l’ira funesta…”.
Le generazioni precedenti poi non hanno dato questo grande esempio, visto che i genitori quarantenni/cinquantenni dei ragazzini di oggi condividono la classe anagrafica di soggetti che, cresciuti, hanno poi fatto la storia della cronaca nera marsalese: si fa presto a dire “generazione persa”, si fa presto a dire “i valori di una volta”.
Ed evitiamo anche di scandalizzarci di fronte ai giovani che non intervengono a separare i duellanti, perché – anche qui – sfido chiunque a non ammettere che, all’urlo “si pigghiaro! Si pigghiaro!”, si correva tutti ridendo, gasati dall’evento, passando per i bagni attraverso gli atrii, per assistere alle boffe tra amici. E c’era anche chi urlava “cchiù foitte, cucì, inchiummalo!”. E i commenti, alla fine, erano sempre i soliti “Marò, picciò, u sbacantao tutto”; “Sì, però iddro du rimate ci mise”.
Mi dispiace, mi dispiace davvero: qua non è colpa della scuola, dei videogiochi, della società, delle tv, ma dell’età che obbliga a certi passaggi anche se a volte sono dolorosi. Mi dispiace anche contestare il collega Di Girolamo: caro Giacomo, la colpa non è nemmeno di voi genitori; non fate schifo e non siete peggiori dei vostri. La violenza adolescenziale – se si limita alle sberle che abbiamo visto su internet – è cosa fisiologica. I ragazzi, del resto, si prendevano a cazzotti anche quando genitori ed insegnanti avevano il piglio arcigno dei maestri dell’età umbertina. L’unica differenza tra ora e allora è la connessione ad internet dei cellulari.


P.S.: Mi sembra ovvio specificare che non si tratta dell’apologia dei bulli né di un certo qual “giustificazionismo”, solo una semplice carrellata “storica”!

Riccardo Rubino
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