|
|
DUE SIMBOLI DI GIUSTIZIA PER DIRE NO AL DECLASSAMENTO DEL TRIBUNALE
GIGANTOGRAFIE DI PAOLO BORSELLINO E CESARE TERRANOVA SUL PROSPETTO DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI MARSALA
L’iniziativa coincide con il 43° anniversario dell'istituzione del Palazzo di Giustizia che non può diventare una succursale di quello di Trapani
Due figure altamente simboliche della giustizia italiana nell’ultimo mezzo secolo. Sono quelle di Cesare Terranova e Paolo Borsellino, le cui foto, dal 21 gennaio scorso, campeggiano sulla facciata superiore alla «loggia» d’ingresso al Palazzo di Giustizia. L’iniziativa, in occasione del 43° anniversario dell’istituzione del Tribunale marsalese, è stata della locale sezione dell’Anm e del Comune, d’intesa con il presidente del Tribunale, Gioacchino Natoli, e il capo della Procura, Alberto Di Pisa. Un omaggio a due magistrati, entrambi uccisi dalla mafia (nel caso di Borsellino, forse anche con qualche «complicità istituzionale occulta»), che in passato sono stati a capo della Procura della repubblica di Marsala (Terranova all’inizio degli anni ’70, Borsellino dal dicembre 1986 ai primi mesi del 1992). «I due giudici – dice il sindaco di Marsala, Renzo Carini - sono e saranno per sempre eroi del nostro tempo e fulgido esempio di lotta per l’affermazione della legalità».
Antonio Pizzo (Segue...)
|
Il Movimento dei Forconi e la politica
Per una settimana i cento presidi di autotrasportatori, agricoltori, pescatori, disoccupati protestatori dislocati nei centri nevralgici della rete viaria della Sicilia, hanno messo in ginocchio, con gravissimi disagi dell'intera popolazione e la già critica economia dell'intera isola, il suo commercio e finanche le industrie petrolchimiche. I protestatori si son detti appartenenti al “Movimento dei Forconi” e a quello di “Forza d'urto”. Il movimento ha, con le sue richieste, inteso agire per la difesa e la salvezza della stessa economia siciliana che con il fermo di quasi tutte le sue attività per una intera settimana ha enormemente sofferto. La protesta da alcuni dei protestatori è stata definita rivolta o, addirittura, rivoluzione. A parte il fatto, essenziale, che essa è uno dei tanti mortali effeti della crisi globale che condanna le economie territoriali come la nostra a subire i colpi mortali della speculazione finanziaria, della concorrenza globale e del fallimento del capitalismo contemporaneo basato sulla prevalenza della circolazione monetaria sulle attività produttiva, il movimento è la prova della disperazione in cui pericolosamente si rischia di avventurarci.
Gaspare Li Causi (Segue...)
|
|
|
Email info@ilvomere.it
CENTRO STAMPA RUBINO L'arte nella stampa Marsala - Via Trapani, 123 - Tel/Fax 0923.736272
|
|