A Villa Zito a Palermo splende l’oro di Fecarotta antichita’ nella mostra organizzata dalla Fondazione Sicilia oggi sabato 11 aprile

A Villa Zito splende l’oro di Fecarotta antichita’ nella mostra organizzata dalla Fondazione Sicilia. Un appuntamento imperdibile con la bellezza e l’eccellenza artigiana di Palermo.
Oggi Sabato 11 aprile, la storica dimora di via della Libertà ospita il quinto appuntamento dedicato all’oreficeria contemporanea. Un viaggio tra storia, collezionismo e “gioielleria sartoriale”.

PALERMO – Esiste un filo prezioso che lega la corte borbonica del Settecento alla Palermo contemporanea. Questo filo passa per le mani della famiglia Fecarotta, protagonista sabato 11 aprile alle ore 17 del nuovo appuntamento ospitato a Villa Zito, nell’ambito della fortunata mostra “L’età dell’oro. Il gioiello siciliano tra XVII e XIX secolo”.
L’evento, organizzata dalla Fondazione Sicilia presieduta dalla Professoressa Maria Concetta Di Natale, rappresenta il quinto incontro della sezione dedicata agli orafi contemporanei, un progetto che mira a dimostrare come l’antica arte del cesello e dell’incastonatura non sia un fossile del passato, ma un linguaggio vivo e in continua evoluzione.
La storia dei Fecarotta antichita’ è una cronaca di eccellenza artigiana che attraversa i secoli. Tutto ebbe inizio con Nicola Fecarotta, orafo e cesellatore alla corte di Francesco I di Borbone. Da allora, attraverso otto generazioni e diversi passaggi storici — dal leggendario Giovanni fino a Giuseppe “Beppy”, che nel 1961 trasferì l’attività nella celebre sede di via Principe di Belmonte — la famiglia ha custodito il segreto della bellezza siciliana.
Oggi, Fabrizio Fecarotta e i suoi figli portano avanti questa tradizione con una duplice anima: da un lato il collezionismo d’antiquariato, dall’altro la “gioielleria sartoriale”. Si tratta di creazioni nate da un disegno o da un semplice desiderio del cliente, supervisionate con rigore per mantenere intatto il gusto dell’antico.
In occasione dell’incontro, verrà esposta una selezione di gioielli che sono veri e propri omaggi alla tradizione isolana. Tra le opere presentate spiccano: i caratteristici orecchini “panareddi siciliani” in argento dorato e smalti, le eleganti “girandole” impreziosite da rubini e microperline, i raffinati “puttini alati” in oro e corallo. Modelli d’ispirazione settecentesca con diamanti taglio rosa e perle.
All’incontro di sabato interverranno figure di spicco della cultura e del restauro siciliano: Maria Concetta Di Natale, i curatori della mostra Sergio Intorre e Roberta Cruciata, e Barbara Rappa, responsabile dell’allestimento. Saranno presenti Fabrizio Fecarotta e i figli per raccontare il dietro le quinte delle loro creazioni.
Ospitata nelle prestigiose sale di Villa Zito, la mostra: “L’età dell’oro. Il gioiello siciliano tra XVII e XIX secolo” non è solo una rassegna di preziosi, ma un viaggio antropologico e artistico curato dalla Fondazione Sicilia. Per la Presidente della Fondazione, Maria Concetta Di Natale, l’esposizione assume un valore quasi affettivo, oltre che scientifico. Nel presentare l’iniziativa, la studiosa ha sottolineato come la bellezza debba essere un bene condiviso: «I gioielli esposti in mostra per tutti i visitatori, non sono solo vere e proprie opere d’arte perché, nella loro specificità siciliana, questi pregiati manufatti raccontano la storia del collezionismo isolano e i legami con tradizioni orafe spagnole e francesi dal XVII al XIX secolo».
La mostra accende i riflettori su un periodo di straordinario fervore creativo. Il gioiello siciliano, pur mantenendo una forte specificità isolana, si rivela come il punto di convergenza di grandi correnti estetiche europee.
Dallo sfarzo barocco influenzato dalla dominazione spagnola alla raffinatezza neoclassica e romantica di matrice francese, i manufatti in esposizione testimoniano come la Sicilia non fosse un’isola isolata, bensì un centro nevralgico del gusto e del collezionismo internazionale.
Il sottotitolo dell’evento — “Opere, collezionismo e contesti per l’oreficeria contemporanea” — suggerisce un percorso che non si esaurisce nel passato. La mostra analizza la committenza, il ruolo delle grandi famiglie e degli enti religiosi nel preservare l’arte orafa, la tecnica, l’ abilità delle maestranze locali nel lavorare smalti, ori e pietre preziose.
L’appuntamento a Villa Zito rappresenta dunque un’occasione imperdibile per ammirare pezzi raramente accessibili al grande pubblico, riscoprendo un’eredità che continua a brillare nel tempo.
Per l’occasione, sebbene il museo osservi i consueti orari (10-18), la mostra resterà accessibile fino alla conclusione dell’evento, offrendo al pubblico la possibilità di immergersi in un’atmosfera di rara bellezza.

R. R.

Info utili
Sede: Villa Zito, Via della Libertà 52, Palermo.
Orari: Mar-Dom 10:00 – 18:00 (Lunedì chiuso).
Biglietti: Intero € 13,00 / Ridotto € 11,00. Gratuito per minori di 18 anni e scolaresche.
Contatti: 091.7782180 | info@villazito.it