All’Università Europea di Roma la cerimonia di consegna del Premio letterario “Andrea Pappalardo” giunto alla terza edizione, Vincitrice Katiuscia Iezzi con il bellissimo elaborato “Lotta con me”

All’Università Europea di Roma la cerimonia di consegna del Premio letterario “Andrea Pappalardo” giunto alla terza edizione, Vincitrice Katiuscia Iezzi con il bellissimo elaborato “Lotta con me”

Terza edizione per il Premio di Narrativa “Andrea Pappalardo” dedicato alla memoria del giovane studente universitario romano scomparso prematuramente

nel 2017. Un concorso nato dalla volontà della famiglia, ma anche degli amici, di mantenere viva la memoria di Andrea, valorizzando la creatività di iscritti o laureati dell’Università Europea di Roma, attraverso una delle forme espressive a lui più vicine e care: la narrativa. Originalità, correttezza, efficacia e scorrevolezza della scrittura, capacità creativa e immaginativa: questi i criteri di valutazione

adottati dalla giuria. Vincitrice dell’edizione 2022 è Katiuscia Iezzi, autrice dell’elaborato “Lotta con me”. Menzioni di merito per “La guerra negli occhi di una bambina” di Debora Bibelia e “Perché io sono qui” di Paola La Corte.


Un’edizione tutta al femminile che ha messo a tema la complessità e la fragilità della condizione umana, dalla nascita prematura e difficile di una bambina, protagonista del racconto vincitore, alla morte di Luigi, il paziente disabile di una struttura assistenziale descritta in “Perché io sono qui”. Senza dimenticare gli orrori della guerra e l’eroismo della Resistenza nel Secondo conflitto mondiale. Un filo rosso unisce idealmente i tre racconti: quello della presenza di relazioni salvifiche basate sulla dedizione e donazione di sé, capaci di rispondere alle avversità dell’esistenza e del destino con la tenacia e la forza di
un amore che vince anche quando il dolore sovrasta le menti e i cuori degli uomini.


A moderare l’incontro è stato Lorenzo Bianchini, Docente di Storia della Giurisprudenza europea all’U.E.R., che ha sottolineato l’importanza di un’iniziativa quale il Premio Letterario “Andrea Pappalardo”, evento “di cultura e di umanità, – ha sottolineato – tra i fiori all’occhiello del Dipartimento di Scienze Umane”. Il Prof. Bianchini ha anche ricordato gli obiettivi dell’Associazione “Il Cuore di Andrea”, nata nel 2018 con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della ricerca nel campo delle malattie genetiche
del cuore, in modo particolare quelle aritmogene ereditarie.


Lorenzo Bianchini ha sottolineato il profondo senso di appartenenza che caratterizza la comunità accademica dell’U.E.R. e l’interdisciplinarità che anima e ispira il Dipartimento di Scienze umane, capace di andare oltre gli steccati e gli specialismi delle singole aree scientifiche per dar vita ad iniziative trasversali, come quelle legate al “Premio Andrea Pappalardo”, basate su temi fortemente identitari e vicini alla filosofia culturale dell’U.E.R.
A portare il saluto del Rettore dell’Università è stata la Direttrice del Dipartimento di Scienze Umane Prof.ssa Matilde Bini: “Sono felice ed orgogliosa – ha affermato – di aprire i lavori di questa giornata dedicata alla memoria di un nostro studente”.
Isabella Becherucci, Docente di Letteratura italiana dell’Università Europea di Roma, ha quindi delineato la figura di Andrea Pappalardo: “Ricordo la sua gentilezza e i suoi occhi sognanti. Era un ragazzo dalla profonda sensibilità, amato dai suoi compagni, uno studente che rimaneva in mente. Il libro che ne raccoglie i racconti, “Bianche sponde … sotto una lesta aurora” (D’Ettoris editore), dimostra una grande capacità di scrittura e una varietas che dà voce a diversi personaggi. Ognuno ha il proprio destino – ha aggiunto la Prof.ssa
Becherucci – ma quello che si fa non dipende solo da noi. Nella vita occorre essere grati.
Quasi niente è opera nostra”.
La Prof.ssa Becherucci ha quindi descritto i contenuti delle opere pervenute alla giuria, soffermandosi su quella vincitrice del Premio, di cui ha sottolineato la qualità e la bellezza. Francesco Pappalardo, Direttore della Biblioteca del Senato della Repubblica e Vicepresidente dell’Associazione “Il Cuore di Andrea” presieduta da Marialucia Pappalardo, ha ringraziato l’Università Europea di Roma, i docenti, gli studenti e tutti coloro che hanno partecipato al concorso. “Grazie per l’affetto e la passione con cui questo Ateneo ha accolto l’iniziativa del Premio. – ha affermato – Il nostro obiettivo era quello di ricordare l’amore di Andrea per la narrativa e indurre altri studenti a mettersi alla prova”. Francesco Pappalardo ha ricordato la storia e le attività dell’Associazione ‘Il Cuore di Andrea’ riconosciuta nel 2021 dalla Regione Lazio e recentemente anche accreditata per il contributo del 5 per mille. L’Associazione promuove da anni nelle scuole la cultura della defibrillazione precoce (26 i defibrillatori donati finora), promuove corsi di formazione, finanzia borse di studio per la ricerca (ad esempio con gli Istituti Clinici Scientifici Maugeri di Pavia), favorisce la conoscenza delle cardiopatie attraverso convegni, seminari e incontri con esperti, effettua campagne di prevenzione con screening diagnostici e si propone di creare una rete di Associazioni che condividono gli stessi fini (come “La Stella di Lorenzo”, ABRA Associazione il Bambino a Rischio Aritmico e, in Sicilia, il Movimento per la salute dei giovani).
Testimonial della cerimonia di premiazione è stata quest’anno Kristine Maria Rapino, editor e Docente di scrittura creativa nella Scuola Macondo di Pescara, autrice del recente romanzo “I fichi di marzo”, che ha sottolineato l’importanza della scrittura come atto creativo dalla profonda valenza sociale: “La vita ci chiama allo straordinario e ad affrontare ciò che sembra impossibile fronteggiare con le sole forze umane. Scrivere vuol dire guardarsi dentro per andare verso l’altro. Una pagina di carta è un “grido interiore” che si apre al lettore per comprenderne i bisogni”. Kristine Maria Rapino ha descritto le caratteristiche del racconto vincitore del Premio, come anche dei due che hanno ricevuto una menzione speciale, tutti caratterizzati da ottimi impianti descrittivi e solide capacità
narrative.

Alla cerimonia ha partecipato anche Rosa Rubino, Direttrice del Vomere: “Una giornata densa di emozioni. – ha affermato – Andrea era un giovane straordinario e, grazie a queste iniziative, continua a vivere con noi. Il Premio a lui intitolato cresce di anno in anno coinvolgendo sempre più persone. E’ un onore per me aver preso parte a questa giornata”.
“Il nostro viaggio non finisce qui. – ha concluso Francesco Pappalardo – Abbiamo
seminato nel nome di Andrea. Ciò che facciamo ha lo scopo di valorizzare la sua opera e ci sprona a continuare. Viva Andrea, viva il Premio Pappalardo. Appuntamento al prossimo anno”.
Andrea Pappalardo (1989-2017) è nato e vissuto a Roma, ha conseguito la laurea
magistrale in Scienze Storiche. Molteplici e vari i suoi interessi che spaziavano dalla letteratura al cinema, dall’arte alla scrittura. Profonda la sua sensibilità che lo portava ad una continua dedizione alla famiglia ma anche ad attività di volontariato. I suoi scritti, autentici riflessi di un’anima, rappresentano la più fedele testimonianza di un’intensa spiritualità e di una straordinaria passione per la vita.

FEDERICA SBRANA

Foto: Assiciazione “Il Cuore di Andrea”, Federica Sbrana e Il Vomere