Don Marco Renda: “Non so quando gli arazzi fiamminghi risorgeranno dalle casse”

Don Marco Renda: “Non so quando gli arazzi fiamminghi risorgeranno dalle casse”

Rispondendo all’articolo del Vomere del 12 febbraio

In un articolo a firma di Rosa Rubino del 12 febbraio u.s. su questa testata ci si chiedeva “a quando l’apertura del nuovo Museo degli arazzi fiamminghi?” Mi piacerebbe avere una risposta a questa domanda ma purtroppo non so darla, e quando lo chiedo a chi ne ha la competenza, cioè chi sta curando il nuovo pregevole allestimento museale, neanche da quella fonte arriva indicazione. Dopo che già parecchio tempo fa ci era stato detto, certo per rassicurarci con un “moderato ottimismo”, cito letteralmente questa espressione, che tutto era quasi pronto per l’apertura, ora ci si accorge che mancano ancora i supporti su cui esporre i preziosissimi arazzi, che ben due artigiani, un fabbro ed un falegname, non hanno potuto portare a termine l’incarico di realizzarli e che dunque deve ancora studiarsi una nuova soluzione espositiva.

Inoltre le vetrine, dove dovrebbero trovar posto paramenti ed argenti della Chiesa Madre, nobile corte degli arazzi, non sono ancora predisposte per la necessaria illuminazione interna e tutto l’edificio dell’ex chiesa del Collegio, nuova sede del Museo, dove brilla la notevole camera che ospiterà gli arazzi, nell’insieme appare più come un cantiere ancora in fieri che come una sede museale pronta per essere fruita. Pertanto non sono affatto in grado di rispondere al quesito su quando gli arazzi risorgeranno dalle casse dove giacciono da già cinque lunghi anni e temo di essere “non moderatamente pessimista” sul fatto che ciò avvenga a breve. Ma san Tommaso Becket, nostro patrono, l’illustre donatore degli arazzi mons. Antonio Lombardo ed il compianto mons. Linares, appassionato cultore dei nostri arazzi intercederanno per smentirmi ed anche per i nostri amati arazzi ci sia, a breve, una Pasqua di resurrezione.

Don Marco Maria Renda
Arciprete Chiesa Madre Marsala