Un altro tassello per accelerare l’iter perché Mozia e la Laguna dello Stagnone di Marsala diventino patrimonio dell’Umanità.
Un incontro proficuo si è tenuto a Roma, la scorsa settimana, al Ministero della Cultura con Gianmarco Mazzi Sottosegretario di Stato al Ministero della cultura, Gianni Letta Presidente del Comitato scientifico del Premio Internazionale Mozia, il notaio Salvatore Lombardo Presidente della Strada del Vino Marsala e Rosa Rubino Direttore del Vomere.
Gianmarco Mazzi è figura chiave dell’attuale panorama politico-culturale italiano.
Prima di approdare alla politica, il Sottosegretario ha costruito una carriera di altissimo livello come manager musicale e televisivo. È stato a lungo l’anima della programmazione extralirica dell’Arena. Ha ricoperto il ruolo di direttore artistico e organizzativo in diverse edizioni di successo del Festival di Sanremo .
Ha seguito con particolare enfasi il percorso che ha portato il Canto Lirico Italiano a diventare Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO nel 2023, e successivamente nel 2025, la Cucina Italiana La prima al mondo con il Ministro dell’ Agricoltura, Francesco Lollobrigida.
L’incontro si è svolto in un clima di grande cordialità.
Attorno al tavolo: la dottoressa Mariassunta Peci, Direttore generale Affari europei e internazionali che coordina le relazioni internazionali UNESCO, ONU, in collegamento telefonico Liborio Stellino Ambasciatore rappresentante permanente d’Italia presso l’Unesco.
Sul tavolo davanti al Sottosegretario Mazzi ci sono la monografia dedicata alla laguna, dal titolo: “Lo Stagnone di Marsala e Mozia: Patrimonio unico per un’Economia Sostenibile” curata da Baldo Rallo edita dal Vomere, e le copie del nostro giornale che riportano lo speciale della presentazione della monografia al Ministero della Cultura e le due edizioni sul Premio Internazionale Mozia ideato da Rosa Rubino e organizzato dall’Associazione Strada del Vino Marsala, dal Vomere e la Fondazione Whitaker.
“Noi ti vogliamo portare da Sanremo e da Verona, le tue patrie, nella bellissima isola di Mozia – ha detto Gianni Letta – in questo meraviglia della natura che mi ha incantato e di cui ti parlano Rosa e il notaio Salvatore Lombardo”.
“Sono contento di andare in Sicilia” ha risposto Mazzi donando, con un pizzico di orgoglio, lo scudetto della Cucina Italiana Patrimonio dell’ Umanità.”
“Siamo molto felici di essere qui con lei e con Letta – ha sottolineato Rosa Rubino – per parlarle della grande bellezza e della grande storia di Mozia, di un’isola affascinante attraverso questa nostra monografia che le abbiamo omaggiato e che, per la prima volta, è stata presentata proprio qui, nel giugno del 2024, nella la Sala dell’Emeroteca del Ministero, per lanciare un segnale forte, per attirare l’interesse nazionale verso questo sito”.
“L’opera – ha evidenziato Rosa Rubino – raccoglie contributi scientifici, storici e archeologici per promuovere la tutela e lo sviluppo sostenibile dell’area. Alla presentazione è intervenuto,tra gli altri, Nello Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, che ha partecipato non solo come autorità, ma anche come autore della prefazione del volume, sottolineando l’importanza dello Stagnone come “laboratorio naturale” e asset strategico per la Sicilia. È intervenuta anche Mariassunta Peci che ho il piacere di rivedere oggi qui e il senatore Maurizio Gasparri”.
“Il nostro obiettivo – ha puntualizzato Rosa Rubino – è l’ UNESCO. Lo abbiamo fatto con la presentazione della monografia, e adesso con lei, ribadiamo la volontà di spingere per l’inserimento di Mozia e dello Stagnone nella lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO. UNESCO vuol dire salvaguardare, tutelare, proteggere questo gioielli unici al mondo. Ci aiuti Sottosegretario a realizzare questo sogno che, non è solo del Vomere che lo insegue da 40 anni, ma di tutta la città di Marsala. L’obiettivo è proteggere l’unicità dello Stagnone di Marsala a livello internazionale.
Il Direttore Rosa Rubino ha ricordato che sempre grazie alle battaglie del Vomere, all’ Associazione Strada del Vino Marsala, al Consiglio comunale, ad alcune associazioni, agli artisti e ai cittadini marsalesi il Giovinetto di Mozia è rimasto a Mozia, nella sua “casa”.
Il giornale ha sempre valorizzato l’eredità di Giuseppe Whitaker, l’archeologo che “riscoprì” Mozia all’inizio del ‘900, cercando di mantenere vivo il legame tra la famiglia Whitaker e la città di Marsala.
Il notaio Salvatore Lombardo ha evidenziato che ufficialmente, Mozia è iscritta nella cosiddetta Tentative List dell’UNESCO dal 2006, che Il dossier è intitolato “Mothia Island and Lilibeo: The Phoenician-Punic Civilization in Italy”. “Ho parlato con l’ambasciatore Liborio Stellino incontrato, la scorsa settimana, a Parigi al Consolato Generale Italiano lo scorso mese di febbraio- ha ricordato Salvatore Lombardo – In quell’occasione ho chiesto a Stellino perché è rimasto tutto datato al 2006.
Essere in questa lista è il primo passo obbligatorio, ma l’Italia (che ha il maggior numero di siti al mondo) ha una “lista d’attesa” molto affollata. Ed eccoci qui oggi a parlare con lei”.
“Questa Mozia, che sto ammirando sfogliando la bellissima monografia, è per me un gioiello che voglio visitare”ha detto con grande interesse e curiosità il Sottosegretario che si è attivato per accelerare l’iter gestionale insieme all’ ambasciatore Stellino e al suo Ufficio dando incarico e raccomandando a Mariassunta Peci di aggiornare il dossier
“L’Ufficio UNESCO aveva già cominciato ad aggiornare il dossier dopo la presentazione della monografia- ha precisato Mariassunta Peci – continueremo l’iter seguendo potenzialità e proiezioni di un sito come Mozia “.
Rosa Rubino e Salvatore Lombardo hanno ringraziato Gianmarco Mazzi per l’attenzione prestata e il Presidente Gianni Letta per avere reso possibile questo importante incontro al Mic e per avere continuato a dare il suo prezioso contributo al Premio Internazionale Mozia che ha, oltre all’obiettivo di premiare le eccellenze italiane e internazionali, quello di facilitare l’inserimento di Mozia nella Word Eritage List dell’ UNESCO.
R.R.
