I dati dipingono un quadro decisamente critico per la salute pubblica nell’isola. Secondo le indagini più recenti (relative al 2025 e inizio 2026), la Sicilia ha superato la soglia psicologica del milione di cittadini che hanno rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria.
Oltre 1 milione di persone è il numero di siciliani che ha dichiarato di aver rinunciato a visite specialistiche, esami diagnostici o interventi.
Il ricorso al privato. Quasi l’85% di chi ha deciso di curarsi comunque lo ha fatto rivolgendosi alla sanità privata (pagando di tasca propria), con una spesa media per prestazione di circa 212 euro.
Prestiti per curarsi: circa 43.000 pazienti nell’ultimo anno hanno dovuto richiedere un prestito (a finanziarie o parenti) per poter affrontare spese mediche impreviste o non rimandabili.
Le ragioni dietro questa “fuga dalla prevenzione” sono strutturali e riflettono un sistema in forte affanno: Liste d’attesa interminabili: in molti casi le prenotazioni risultano “chiuse” o con date così lontane nel tempo da rendere la visita inutile per una diagnosi tempestiva.
Motivi economici: il costo del ticket (o dell’intera prestazione nel privato) è diventato insostenibile per una fetta crescente della popolazione, specialmente per le cure odontoiatriche e la specialistica.
Carenza di personale: mancano soprattutto infermieri e medici di base, il che sovraccarica i Pronto Soccorso e rallenta l’intero ingranaggio delle visite ordinarie.
Le criticità istituzionali: proprio all’inizio del 2026, la Corte dei Conti ha sollevato pesanti dubbi sulla gestione delle liste d’attesa in Sicilia, evidenziando una “mancanza strutturale di coordinamento” tra Regione e aziende sanitarie. Nonostante l’aumento della spesa sanitaria (salita sopra i 10 miliardi di euro), i risultati percepiti dai cittadini non sembrano migliorare, alimentando anche il fenomeno della mobilità passiva (chi viaggia verso il Nord per curarsi).
La rinuncia alle cure è un segnale d’allarme per la salute futura: saltare esami diagnostici oggi significa spesso dover gestire patologie molto più gravi (e costose) domani.
