Interessante il convegno: “Informazione e Verità. Storia e futuribili”

Interessante il convegno: “Informazione e Verità. Storia e futuribili”

A Roma, a Palazzo Grazioli il Consiglio Nazionale dell’USPI

di Federica Sbrana

La post-verità finirà con il coincidere con ‘la verità dei post’: era questa la conclusione fra il ludico, il paradossale e il profetico cui giungeva qualche anno fa Marco Biffi, docente di Linguistica italiana all’Università di Firenze, nel riflettere sul processo sempre più avanzato della ‘destrutturazione’ del ‘vero’: un superamento, quello del “post”, da intendersi nel senso, non cronologico, di un “oltre la verità”, più che di un “dopo la verità”. Quali le conseguenze di tale realtà sul piano epistemologico? Come recuperare un corretto rapporto fra informazione e verità nell’era del “dispotismo logaritmico” e del trionfo della disintermediazione? E’ stato questo il tema del Consiglio Nazionale dell’U.S.P.I. (Unione Stampa Periodica Italiana) che si è svolto mercoledì 10 dicembre 2025 a Palazzo Grazioli presso la sede dell’Associazione Stampa Estera. “Informazione e verità”: due concetti vitali per la salute della società, – ha affermato Michele Lembo, giornalista di Radio Radicale e moderatore del Convegno, nel commentare il titolo del seminario – due poli che Radio Radicale ha sempre cercato di alimentare registrando tutti i congressi e gli eventi di ogni soggetto politico in obbedienza al celebre motto di Luigi Einaudi: “conoscere per deliberare”. “L’U.S.P.I. esiste da più di 70 anni – ha sottolineato il suo Presidente Antonio Delfino salutando i presenti e ringraziando Irene Vitale Coordinatrice della Segreteria e Sara Cipriani, Vice Segretario generale U.S.P.I. – e ha come scopo la difesa e la tutela di moltissime medie e piccole aziende editoriali e di informazione, con migliaia di lavoratori che ne rappresentano l’anima e il corpo. Mai come ora  l’accesso alle informazioni e alle notizie è stato così ampio, immediato e, se vogliamo, anche così democratico, – ha aggiunto – ma mai come ora la verità è apparsa e appare fragile, contestata e anche frammentata. Viviamo nell’epoca in cui la velocità della comunicazione supera la capacità di verifica e l’emozione rischia di prevalere sull’analisi”. “In un momento così complesso, ma allo stesso tempo pieno di stimoli e di sollecitazioni, ognuno di noi ha una grande responsabilità. U.S.P.I. continuerà a svolgere il suo compito come ha fatto in tutti questi decenni”.

Luigi Fiorentino, Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, ha quindi sottolineato il legame strutturale fra l’informazione e la qualità delle democrazie, soprattutto in un contesto caratterizzato da una rivoluzione tecnologica senza precedenti, capace di sconvolgere le modalità della comunicazione ma anche delle relazioni e dell’organizzazione sociale”. “Tutto deve rimanere all’interno di un processo in cui la responsabilità editoriale rimane in capo alle persone fisiche, – ha aggiunto –  a coloro che sono professionalmente deputati a farlo”. Luigi Fiorentino ha quindi ricordato l’impegno del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, la riforma delle Agenzie di Stampa, le necessarie verticalità fra settori diversi, la partecipazione “strutturale” del nostro Paese a ricerche internazionali, la costituzione di una Commissione sull’Intelligenza Artificiale presieduta da Padre Paolo Benanti, l’impulso all’adozione di Codici di autoregolamentazione, la recente Legge 132 e l’introduzione del reato di deep fake nel Codice Penale. “Dal nostro punto di vista, come Dipartimento – ha concluso – siamo sempre pronti a discutere e a confrontarci, consapevoli che in una fase di così forte transizione tecnologica ognuno deve fare la sua parte e noi la faremo”. Il Prof. Giuseppe Corasaniti, Ordinario di Filosofia del Diritto digitale e di Informatica giuridica presso l’Università Mercatorum di Roma, Docente Luiss, già Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione ha ricordato l’importanza del Regolamento europeo 1689 del 2024, sottolineando l’opportunità di riformulare il termine “infosfera” di Luciano Floridi in “tecnosfera” (di Giorgio Nebbia). “Il problema – ha affermato – è il possesso degli strumenti tecnologici che intervengono nell’informazione e la visione europea corrisponde ad un vero e proprio Digital Service Package, un insieme di atti regolamentari rivolti a creare due obiettivi: una tecnologia che sia pensata al servizio delle persone, anche sotto il profilo della fruizione e che abbia un obiettivo di condivisione democratica, e una tecnologia che interviene per la prima volta focalizzando anche il tema della responsabilità degli operatori, al fine di contenere le derive verticistiche e “anarchiche” della società digitale.

Giampiero Gramaglia, Docente universitario di Giornalismo internazionale ha quindi ricordato l’importanza del “raccontare la verità” come “stella polare” della professione giornalistica, praticando sempre un necessario contraddittorio con gli interlocutori per evitare la misinformazione o la disinformazione. Ottavio Mancuso, Docente di Giornalismo all’Università La Sapienza di Roma ha poi sottolineato la rilevanza della “parresia” per superare le diverse forme di post-verità e di fake news diffuse nel mondo virtuale, esigenza tanto più centrale in uno scenario caratterizzato dall’avvento pervasivo dell’Intelligenza artificiale. Mancuso ha delineato quindi i nuovi sviluppi del mercato editoriale ribadendo la necessità di un complessivo ripensamento dell’assetto del sistema informativo. Lorenzo Del Boca, già Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, ha richiamato gli assunti dei filosofi greci presocratici e dei moderni per sottolineare la relatività del concetto di verità. E’ l’onestà il vero valore da rivendicare nel giornalismo, al di là dei cambiamenti indotti dai più recenti sviluppi della tecnologia che stanno ridisegnando a ritmi vorticosi il perimetro della società. Erica Mazzetti, deputata Forza Italia, ha sottolineato l’importanza della competenza per salvaguardare la professione giornalistica, in uno scenario che necessita di un solido quadro di regolamentazione. Elena Postelnicu, Presidente Associazione Stampa Estera, ha salutato tutti i presenti ricordando la rilevanza del ruolo dei giornalisti della stampa estera: “siamo la voce dell’Italia nel mondo” – ha affermato. Carlo Parisi, Segretario generale Figec Cisal, Direttore di Giornalisti Italia, ha poi ricordato le fasi più importanti dell’attività sindacale Figec Cisal che, in collaborazione con l’U.S.P.I., è riuscita ad assicurare rilevanti miglioramenti nella tutela dei professionisti del settore, anche e soprattutto dopo l’abolizione della legge sull’equo compenso. In uno scenario caratterizzato dall’I.A., le professioni intellettuali – ha aggiunto Carlo Parisi – vivono una fase di profonda crisi, ma Figec e U.S.P.I. continueranno ad impegnarsi mettendo a disposizione per le generazioni future il loro patrimonio di esperienze, lo sforzo e la passione necessari per tenere alta la bandiera di un’informazione di qualità. Pierluigi Roesler Franz, coordinatore per il Lazio della Figec Cisal e componente della Giunta esecutiva del nuovo Sindacato dei giornalisti, ha quindi affrontato il tema della diffamazione a mezzo stampa, delle liti temerarie e delle “querele-bavaglio”, proponendo un importante excursus storico sulla censura e sulla libertà di stampa. Roesler Franz ha ricordato anche le novità introdotte dalla recente Legge del 2 dicembre 2025, n. 182. Il giornalista Andrea Bulgarelli, ha successivamente descritto la Carta di Trieste sull’Intelligenza Artificiale redatta insieme al teologo Ettore Malnati e ad altri professionisti ed intellettuali, sottolineando la rilevanza della tutela del diritto d’autore, la necessità di un efficace sistema regolativo, di una complessiva riforma della professione giornalistica e l’esigenza di un nuovo umanesimo.

Gianluca Scarchillo, Docente di Sistemi Giuridici Comparati all’Università La Sapienza di Roma, ha sottolineato come la ricerca della verità rappresenti la base dell’attività del professionista dell’informazione. Passando in rassegna le peculiarità del sistema inglese, tedesco, francese e statunitense, Scarchillo ha ribadito l’esigenza di rispettare adeguati standard di veridicità e accuratezza, concentrandosi sulla qualità dei dati con indispensabili controlli “ex ante” ed “ex post”.

Francesco Saverio Vetere, Segretario generale U.S.P.I. ha sottolineato come la Costituzione italiana sia stata in grado di creare un solidissimo e vitale “regime di verità” in funzione antitotalitaria

Francesco Saverio Vetere, Segretario generale U.S.P.I., ha quindi sottolineato, facendo riferimento a Michel Foucault, la differenza fra il concetto di “verità” e quello di “regime di verità”. Ricordando il parere di Bartolo da Sassoferrato sulla Donazione di Costantino, la successiva analisi filologica di Lorenzo Valla, il trattato “Aeropagitica” di John Milton e la “Lettera sulla Tolleranza” di John Locke, Francesco Saverio Vetere ha osservato come la storia dell’informazione si basi sostanzialmente sul riconoscimento di un preciso “perimetro”, di volta in volta delineato da diversi sistemi di potere, entro il quale può concretizzarsi una verità solo “contingente” e parziale. Tratteggiando un ricco excursus storico, il Segretario generale U.S.P.I. ha quindi sottolineato come la Costituzione italiana sia stata in grado di creare un solidissimo e vitale “regime di verità” in funzione antitotalitaria. Con l’avvento di Internet e dei social – ha continuato – per la prima volta nella storia si è assistito ad un’autentica rivoluzione dovuta al fatto che l’informazione e la comunicazione provengono da diversi “regimi di verità” e sono orientati verso un un unico obiettivo, quello dell’engagement e dell’attrattività, nell’assoluta evanescenza di un qualsiasi sistema etico di riferimento.