Marsala, la potatura diventa cultura: quando scuola, territorio e competenze si incontrano

Marsala, la potatura diventa cultura: quando scuola, territorio e competenze si incontrano

di Massimiliano Barbera

Non è stato un semplice corso tecnico, ma un’esperienza capace di lasciare un segno profondo nel tessuto agricolo e culturale del territorio. Nelle giornate del 21 e 22 gennaio 2026, l’Istituto Tecnico Agrario “Abele Damiani” di Marsala ha ospitato il corso di potatura semplificata dell’olivo, promosso in collaborazione con l’APOM – Cooperativa agricola produttori olivicoli messinesi, registrando una partecipazione ampia, attenta e qualificata.

Operazioni in campo presso il Podere Badia

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali dell’on. Eleonora Lo Curto, che ha sottolineato come le aziende agricole, vitivinicole e olivicole rappresentino un pilastro dell’economia e della coesione sociale del territorio. Nel suo intervento ha richiamato la necessità di politiche regionali più incisive a sostegno delle produzioni locali e ha ribadito il valore strategico dell’alleanza tra agricoltura, scuola e formazione, portando inoltre i saluti dell’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino.

Saluti istituzionali di Eleonora Lo Curto

Il cuore dell’iniziativa è stato però soprattutto culturale e umano. A darne il senso è stato il prof. Giacomo Dugo, presidente dell’APOM e professore emerito di Chimica degli Alimenti dell’Università di Messina: «Gli oli siciliani sono tra i migliori al mondo e quelli della provincia di Trapani rappresentano un’eccellenza assoluta. Abbiamo cultivar uniche, ma senza competenze adeguate rischiamo di non valorizzarle fino in fondo».

Il Dirigente Scolastico Dott. Domenico Pocorobba

Una riflessione che ha fatto da filo conduttore all’intero percorso formativo. Dugo ha più volte evidenziato come la potatura dell’olivo venga ancora troppo spesso affidata alla sola tradizione, tramandata “da padre in figlio”, con il rischio di perpetuare pratiche scorrette. Una criticità che emerge persino in ambito accademico, dove la formazione specifica sulla potatura risulta talvolta marginale. Da qui la convinzione che l’aggiornamento scientifico non sia un optional, ma una responsabilità verso le piante, il paesaggio e l’economia agricola.

La scelta di organizzare il corso a Marsala non è stata casuale. «Ho voluto fortemente questa iniziativa qui – ha spiegato Dugo – grazie alla disponibilità del dirigente scolastico Domenico Pocorrobba, una persona che non guarda solo ai numeri delle iscrizioni, ma lavora per costruire opportunità concrete di crescita e di lavoro per i giovani». Una visione della scuola come luogo vivo, capace di dialogare con il territorio e con le sue esigenze reali.

Alcuni corsisti al termine del percorso

Il corso si è articolato in una giornata teorica e in una giornata pratica presso l’azienda agraria dell’Istituto, sotto la guida del dott. Antonino Noto, esperto di tecniche di potatura dell’olivo. Il suo contributo ha offerto ai partecipanti una visione moderna della gestione dell’oliveto, fondata su criteri agronomici chiari: la produttività dipende dalla superficie reale di fronda produttiva, non dalla forma estetica della chioma; occorre semplificare le strutture legnose per favorire la vegetazione utile; la verticalizzazione della fronda è oggi compatibile con le moderne tecniche di raccolta meccanizzata; le cimature drastiche e i tagli orizzontali inducono invece reazioni fisiologiche negative, come la formazione dei succhioni, con effetti dannosi sulla produttività e sulla salute della pianta.

Ne è emersa una concezione della potatura non come gesto meccanico, ma come atto tecnico consapevole, basato sulla conoscenza della fisiologia dell’olivo e sull’equilibrio tra produzione e rispetto dell’albero.

Particolarmente significativa la risposta degli studenti. «Avremmo dovuto coinvolgere inizialmente solo cinque ragazzi nella pratica – ha raccontato Dugo – ma già alla lezione teorica erano presenti in venti. A quel punto è stato naturale portarli tutti in campo». Un segnale chiaro: quando la scuola propone esperienze concrete e di qualità, i giovani rispondono con entusiasmo. L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa non era solo formativo, ma anche orientato alle prospettive professionali, offrendo competenze realmente spendibili nel mondo del lavoro agricolo.

Accanto agli studenti erano presenti olivicoltori, operatori del settore, appassionati e docenti, alcuni dei quali hanno scelto di partecipare personalmente al percorso formativo. Non è mancata la presenza di produttori oleari del territorio, tra cui l’Azienda Agricola Titone, rappresentata dalla dott.ssa Antonella Titone con due collaboratori aziendali, l’Azienda Agricola Xiggiari con due collaboratori e l’Azienda Agricola Giacalone, con la partecipazione dei titolari Franco e Giacomo Giacalone. Presente anche il prof. Nicola Trapani, già docente dell’Istituto Agrario “Abele Damiani” e autore di importanti pubblicazioni a carattere salutistico in ambito oleario.

L’esperienza di Marsala consegna, dunque, un messaggio chiaro: la qualità delle produzioni passa inevitabilmente dalla qualità delle competenze. Quando la scuola si apre al territorio e la formazione diventa pratica concreta, l’agricoltura smette di essere solo tradizione e torna ad essere progetto, visione e futuro. A conferma dell’interesse suscitato dall’iniziativa, il percorso formativo proseguirà anche il 30 e 31 gennaio, con un nuovo corso che si terrà presso la sede dell’APOM di Torrenova, in provincia di Messina.