Marsala si riappropria del suo Mare e della sua Storia: inaugurato il “Quartiere Inglese” al Waterfront Florio

Marsala si riappropria del suo Mare e della sua Storia: inaugurato il “Quartiere Inglese” al Waterfront Florio

Nel segno di Garibaldi e della tradizione vinicola, rinasce l’area Molo Florio: un viaggio tra l’epopea del 1860 e la rigenerazione urbana di domani. Spazi restituiti alla cittadinanza, turismo e cultura: l’ex area commerciale britannica si trasforma nel nuovo cuore pulsante della Marsala del futuro 

di Rosa Rubino

Un traguardo storico per la città lilibetana: tra memoria britannica e modernità, il lungomare Mediterraneo rinasce come centro nevralgico del turismo e della socialità.

Lunedì 11 maggio segna una data spartiacque per il volto di Marsala. Con una cerimonia istituzionale alla presenza del Sindaco  Massimo Grillo, il Waterfront Florio ha ufficialmente preso vita, restituendo ai cittadini e ai turisti il suggestivo “Quartiere Inglese”. Un’opera di rigenerazione urbana che trasforma un’area storicamente abbandonata in un salotto a cielo aperto, dove le radici storiche della città si intrecciano con una visione ambiziosa di futuro.

Un colpo d’occhio tra storia e natura

Il nuovo lungomare Mediterraneo si presenta oggi con un’estetica mozzafiato: le palme alte e rigogliose incorniciano il percorso, mentre una struttura in pietra bianca reca fiera la scritta “Quartiere Inglese”, un omaggio permanente al legame indissolubile tra Marsala e i commercianti britannici che ne fecero la fortuna. Proprio di fronte alle storiche Cantine Florio, il molo Ingham è diventato un luogo magico: non più solo memoria, ma uno spazio vivo dove il bianco della pietra dialoga con l’azzurro del mare.

Il fascino del tramonto lilibetano

L’atmosfera che si respira è quella di una città capace di offrire uno spettacolo unico.

Il Sindaco di Marsala Massimo Grillo “Un risultato straordinario”

Soddisfazione espressa via social dal primo cittadino, Massimo Grillo, che ha sottolineato l’impatto sociale del progetto: “Esprimo particolare soddisfazione per un risultato straordinario che rigenera un luogo abbandonato da sempre. Creiamo nuovi spazi, servizi turistici, chioschi, aree per il beach volley e, finalmente, un nuovo rapporto con il mare. Il progetto non si ferma qui: a breve inizieranno i lavori per due nuovi pontili, mentre entro giugno verrà completato l’ulteriore tratto del piano di riqualificazione. Una trasformazione a 360 gradi. L’inaugurazione del Waterfront si inserisce in un mosaico di interventi che sta ridisegnando il centro urbano: Piazza dell’Unità: con la sua fontana tricolore e le sedute panoramiche.

Monumento ai Mille: finalmente sottratto al degrado e restituito al decoro che merita una struttura di tale rilievo storico. Piazza Garibaldi: un look rinnovato a pochi passi dall’omonima Porta, arricchito da parchi gioco per bambini. Il pontile in legno sul Lungomare Boeo: una struttura fortemente voluta dall’amministrazione per permettere a cittadini e turisti di godere del sole e del mare direttamente in città”.

Alla cerimonia sono intervenuti:  l’architetto Rosa Pandolfo, Dirigente del settore Lavori Pubblici, l’architetto Stefano Pipitone Responsabile Unico del Procedimento, l’ingegnere Massimiliano Mobilia, Direttore dei Lavori, l’architetto Domenico Nuzzo, in rappresentanza del gruppo di Lavoro “Quantiere Inglese” composto da: dott.ssa Giovanna Basirico’ (dirigente Settore Turismo, architetto Rossella Giglio (archeologa), dott.ssa Tiziana Lipari (esperta in internazionalizzazione), e dal dott. Alessandro Tarantino (capo Ufficio stampa).

A spiegare la visione architettonica è stata l’architetto Rosa Gandolfo che ha sottolineato come la vera sfida sia stata il rispetto del “genius loci”.

“Un luogo si racconta da sé,” ha dichiarato l’architetto Gandolfo durante il suo intervento. “La buona riuscita di un progetto si misura quando l’intervento sembra essere sempre appartenuto a quel contesto. Non abbiamo voluto imporre un segno estraneo, ma far riemergere l’anima di questo molo. Il riferimento è alla storica vocazione del Molo Florio, nodo nevralgico del commercio del vino Marsala, dove l’architettura industriale inglese si fondeva con il paesaggio mediterraneo.

È un momento significativo per la città di Marsala – ha evidenziato l’architetto Stefano Pipitone – Il recupero del “Quartiere Inglese” e della zona costiera tra il Molo Ingham e il Molo Florio non è solo un’opera di ingegneria, ma un vero atto di riconquista del territorio”.

I punti chiave del progetto di riqualificazione descritti da Stefano Pipitone sono: passerelle interne realizzate per facilitare la fruizione pedonale e l’integrazione con il paesaggio, centro servizi in fase di completamento, includerà servizi igienici e aree dedicate alla ristorazione, solarium in legno, sei strutture pensate per lo svago, il relax e il tempo libero, integrate nell’ambiente costiero, aree in concessione: tre aree destinate a privati (tramite evidenza pubblica) per la gestione di attività di somministrazione, garantendo vivacità economica alla zona.

L’elemento più rilevante, sottolineato con forza da Stefano Pipitone è il modello di gestione: “Chi gestirà i servizi dovrà garantire il decoro dell’intero spazio”.

Pipitone ha parlato di imprevisti: “Le  mareggiate hanno danneggiato le strutture iniziali, rendendo necessaria una perizia di variante e il recupero di nuove risorse. Nonostante i ritardi tecnici, l’opera è in linea con le scadenze ministeriali (fissate originariamente entro fine 2026). La previsione “rendere l’intera area pienamente fruibile entro la stagione estiva”.

Un ponte tra passato e futuro

L’ intervento dell’ architetto Massimiliano Monilia aggiunge dettagli fondamentali che elevano il progetto da semplice “riqualificazione” a una vera e propria operazione di marketing territoriale e benessere urbano.

Monilia sottolinea il potenziale unico di questo tratto di costa, ora trasformato in un’estensione del centro storico verso il mare.

Superficie: ben 15.000 metri quadri restituiti alla comunità, passeggiata: un nuovo percorso lineare di oltre 700 metri, investimento: un finanziamento complessivo superiore ai 3 milioni di euro, illuminazione: l’intera area sarà illuminata, garantendo sicurezza e fruibilità anche per godere dei famosi tramonti marsalesi. Verranno realizzate due passerelle a sbalzo.

“L’obiettivo – ha detto è offrire un punto di vista “inedito” e “inaspettato”: permetteranno di percepire il lungomare quasi come se si fosse sospesi sull’acqua, offrendo una prospettiva della costa dal mare verso terra. Il progetto non è solo contemplativo, ma attivo: beach volley, inserimento di un campo regolamentare, area fitness: spazi attrezzati per l’allenamento all’aperto, trasformando il lungomare in una palestra a cielo aperto.

Il richiamo alla storia è fortissimo. Rinsaldare le cerniere: il collegamento tra il Molo Ingham e il Molo Florio non è solo fisico, ma simbolico, celebrando l’epopea del vino Marsala e i legami con l’Inghilterra sanciti anche dalla visita dell’Ambasciatore Lord Llewellyn il 14 giugno 2025.

“Si punta a una fruizione parziale già prima dell’estate, rendendo accessibili il Molo Florio e la passeggiata fino al Molo Ingham, per poi ultimare l’intero complesso entro l’anno. – ha annunciato Monilia. Un progetto ambizioso che dimostra la “capacità dei marsalesi di produrre bellezza ed eccellenza”.

Un intervento appassionato quello dell’ architetto Domenico Nuzzo. “Non si tratta solo di riqualificazione urbanistica – sottolinea Nuzzo – ma di una vera e propria operazione di memoria storica. Il “Quartiere Inglese” diventa così il simbolo di un’epoca in cui Marsala era un crocevia internazionale, un ponte tra la Sicilia e l’Impero Britannico”.

I punti più significativi toccati dall’architetto Nuzzo: il  legame tra Mare, Vino e Commercio,

l’intuizione di John Woodhouse, un aneddoto storico dell’Ammiraglio Nelson che ricorda come il Marsala sostituì il rum nelle stive della flotta inglese, diventando il vino della vittoria e della marina britannica, il ruolo dell’Inghilterra nel Risorgimento.

Non è solo gioia per gli occhi ma un vero e proprio spazio vitale

Al centro del logo abbiamo scelto l’ancora con la corona sopra il simbolo della flotta navale britannica e alla figura dell’Ammiraglio Horatio Nelson, creando un segno semplice ma riconoscibile.

L’elemento visivo presentato è carico di significato. La scritta attuale è in “negativo”, una versione provvisoria che prelude all’installazione definitiva. “L’aspetto più ambizioso – ha evidenziato Nuzzo – è che questo non è un intervento isolato. Il Quartiere Inglese è solo l’inizio di un percorso più ampio che toccherà i luoghi simbolo: lo stabilimento Florio, le cantine Ingham-Whitaker (oggi Pellegrino/Bianchi), e la Chiesa Anglicana (dedicata a San Tommaso di Canterbury), definita come la più antica d’Italia nel suo genere”.  

L’obiettivo dichiarato è rendere i marsalesi “più consapevoli” della propria grandezza passata. Innalzare il livello culturale del lungomare significa trasformare una passeggiata in un’esperienza educativa, dove ogni passo tra il Molo Ingham e il Molo Florio racconta una storia di imprenditoria, coraggio e internazionalizzazione. Vorrei ringraziare, oltre a Massimo Grillo per la fiducia riposta nel concretizzare questo progetto e tutto il gruppo di lavoro”.

L’inaugurazione dell’11 maggio non è quindi solo una data simbolica per Garibaldi, ma la rinascita di un’identità cosmopolita per tutta la città.