Proprio in questi giorni si sta scrivendo una pagina storica per Assisi: da domenica 22 febbraio, le ossa di San Francesco sono esposte al pubblico per la prima volta nella storia in modo prolungato.
L’evento è eccezionale perché, per quasi 600 anni, il luogo esatto della sepoltura rimase un segreto assoluto per proteggere i resti dai saccheggi, e solo raramente le spoglie sono state visibili, quasi sempre per motivi tecnici o scientifici. È un evento storico e di un’intensità spirituale e artistica incredibile e segna il cuore delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del Santo (1226-2026).
Doppio appuntamento che unisce fede e arte:
Per la prima volta nella storia, i resti mortali di San Francesco sono stati estratti dal sarcofago di pietra per una “venerazione pubblica prolungata”.
Nella Basilica Inferiore di Assisi la teca con le ossa è stata posizionata proprio ai piedi dell’altare maggiore.
L’atmosfera: è un momento molto raccolto. I frati hanno spiegato che non si tratta di un’esposizione “macabra”, ma di un invito a riflettere sulla vita del Santo, i cui resti (le ossa che hanno camminato, le mani che hanno toccato i poveri) sono ora visibili ai pellegrini.
Il dialogo con Giotto. C’è un legame strettissimo con l’arte di Giotto.
In Basilica le spoglie si trovano proprio sotto la Volta di Giotto (nella Chiesa Inferiore), creando un dialogo visivo unico tra il corpo reale del Santo e la sua rappresentazione artistica più celebre.
La Grande Mostra
Parallelamente, sta per partire la mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”. Si terrà alla Galleria Nazionale dell’Umbria (a Perugia, a pochi chilometri da Assisi) dal 14 marzo al 14 giugno 2026. Saranno esposti capolavori provenienti da tutto il mondo per celebrare come Giotto abbia rivoluzionato l’arte proprio dipingendo la vita di Francesco.
