Rita. La Santa dei casi impossibili.Due Preghiere in lingua siciliana

Rita. La Santa dei casi impossibili.Due Preghiere in lingua siciliana

di Francesca La Grutta

«Donna, Sposa, Madre, Vedova, Monaca»
Rita nacque, presumibilmente nel mese di Ottobre, nell’anno 1381 a
Roccaporena, un villaggio situato nel comune di Cascia, in provincia di
Perugia, da Antonio Lotti e Amata Ferri che erano già avanti negli anni
e non avevano altri figli . I suoi genitori erano molto credenti e la
situazione economica non era agiata ma decorosa, , erano contadini e
non avendo a chi affidare la bambina la portavano con loro quando
andavano a lavorare i campi. Un giorno , poco dopo la nascita, mentre i
genitori lavoravano la terra, la culla dentro cui Rita era stata adagiata,
fu circondata da uno sciame di api che ricoprirono il corpo della
piccola, e ,anzi, qualcuna, ronzando intorno alla sua testa, era persino
riuscita ad entrare nelle sua boccuccia ma, stranamente, quelle api non
la punsero. Un contadino, che si era ferito alla mano con la falce e stava
correndo a farsi medicare, si trovò a passare davanti al canestro dentro
il quale era stata posta Rita. Viste le api, che ronzavano attorno alla
bimba, prese a scacciarle ma, con grande stupore, a mano a mano che
scuoteva le braccia per scacciarle, la ferita si rimarginava . Rita,
crescendo , avrebbe desiderato farsi monaca , ma ancor giovanetta
(aveva circa 13 anni) i genitori, oramai anziani, per non farla rimanere
sola, la promisero in sposa a Paolo Ferdinando Mancini, un uomo
conosciuto per il suo carattere rissoso e brutale. Rita, abituata al dovere
non oppose resistenza e andò in sposa al giovane ufficiale verso i 17-18
anni. Dal matrimonio fra Rita e Paolo nacquero due figli maschi;
Giangiacomo Antonio e Paolo Maria, probabilmente gemelli . Rita
riuscì, con il suo tenero amore e tanta pazienza, a trasformare il
carattere del marito e a renderlo più docile. La vita coniugale di Rita,
dopo 18 anni, fu tragicamente interrotta per l’assassinio del marito,
avvenuto in piena notte, presso la Torre di Collegiacone, mentre
tornava a Cascia. Rita fu molto afflitta per l’atrocità dell’avvenimento,
cercò dunque rifugio e conforto nella preghiera che non aveva mai
abbandonato e chiese a Dio che le concedesse la grazia del saper
perdonare gli assassini di suo marito. Contemporaneamente Rita
dissuase i suoi figli dal cercare di vendicare la morte del padre che
sentivano come un dovere. Rita si rese conto che figli non avrebbero
mai perdonato gli uccisori del padre, allora pregò il Signore e gli offrì
la vita dei suoi figli, pur di non vederli assassini . A meno di un anno
dalla morte del loro padre , i figli di Rita morirono e lei, rimasta sola a
poco più di 30 anni, chiese di entrare come monaca nel Monastero di S.
Maria Maddalena, ma per ben tre volte l’ingresso le fu rifiutato , in
quanto vedova di un uomo assassinato ma anche perché nel Monastero
c’era una suora, parente di suo marito, che non accettava che l’uomo
non fosse stato vendicato. La leggenda narra che Rita riuscì a superare
tutti gli sbarramenti e le porte chiuse grazie all’intercessione di: S.
Giovanni Battista, S. Agostino e S. Nicola da Tolentino che l’aiutarono
a spiccare il volo dallo ” Scoglio” fino al Convento di Cascia in un
modo a Lei incomprensibile. Le monache, convinte dal prodigio, la
accolsero fra di loro e in quel Monastero Rita vi rimase per 40 anni. Il
giorno del Venerdì Santo dell’anno 1432, Rita pregava davanti al
Crocefisso e, in uno slancio di amore, chiese a Gesù di condividere,

almeno in parte, le sofferenze da Lui patite . Avvenne allora il prodigio:
Rita fu trafitta da una delle spine della corona di Gesù, che la colpi alla
fronte. Rita portò in fronte la piaga per 15 anni come sigillo di amore.
Per Rita gli ultimi 15 anni di vita furono anni di sofferenza senza
tregua, la sua perseveranza nella preghiera la portava a trascorrere
anche 15 giorni di seguito nella sua cella in assoluta solitudine , inoltre
portava anche il cilicio che le procurava sofferenza, per di più
sottoponeva il suo corpo a molte mortificazioni tra cui digiunare e
dormire per terra fino a quando si ammalò e rimase inferma fino alla
morte . Cinque mesi prima di morire, in pieno inverno, con la neve che
copriva ogni cosa, una lontana parente le fece visita e nel congedarsi
chiese a Rita se desiderasse qualche cosa, Rita rispose che avrebbe
desiderato una rosa e dei fichi del suo orto. Tornata a Roccaporena la
parente si recò nell’orticello e grande fu la meraviglia quando vide una
bellissima rosa sbocciata e fichi maturi, li colse e li portò a Rita. Cosi
Rita divenne la Santa i cui simboli sono la Spina, la Rosa, i Fichi e il
Miele . Rita morì il 22 maggio 1457 e per tutto il Monastero si sparse
un profumo soavissimo di rose . Rita da Cascia è stata dichiarata Beata
da papa Urbano VIII nel 1628 , e proclamata Santa da papa Leone XIII ,
nel corso del Giubileo, ed esattamente il 24 maggio, del 1900 . In
occasione della beatificazione il Papa ufficializzò le date di nascita e
morte di Rita ( 1831- 1457)
Due Preghiere in Lingua siciliana sintetizzano tutta la vita della
Santa:
Preghiera a Santa Rita
Santa Rita me’ divina,
chi ‘nta frunti tu hai ‘na spina,
‘ntra ‘i manu u Crucifissu,
famm’i grazzii o’ spissu.
O’ spissu mi l’hài a fari
a casa mia hai a cunsulari.
Preghiera a Santa Rita
Santa Rita, Santa Rita,
fustivu virgini e fustivu zita;
fustivu fimmina maritata,
fustivu matri ‘mmaculata.
Pi’ la vostra virginitati ,
succurritimi ‘ntra ‘sta nicissitati !
A Marsala Santa Rita viene venerata ancora oggi nella Chiesa della
Madonna dell’Itria, attigua ad un Convento di Agostiniani Scalzi e
nel Santuario della Madonna della Cava, un tempo gestito da una
Comunità di Agostiniani Riformati. Nel passato a Marsala c’erano
due Conventi femminili di Agostiniane Riformate, quello attiguo alla
Chiesa di Santo Stefano e quello attiguo alla Chiesa di San Girolamo
che venne bombardata l’11 Maggio 1943 e anche in queste due chiese
si venerava Santa Rita .
Francesca La Grutta