Passaggio di testimone ufficiale oggi, 1° aprile, alla guida della Questura di Trapani. Egidio Di Giannantonio si è insediato come nuovo Questore, succedendo a Giuseppe Felice Peritore, che conclude il suo mandato per sopraggiunti limiti di età.
Per Di Giannantonio si tratta del debutto nel ruolo di Questore, un traguardo che corona una carriera di alto profilo spesa in gran parte sul fronte investigativo.
Un profilo radicato in Sicilia.
Nonostante le origini abruzzesi (nato a L’Aquila), il percorso professionale di Di Giannantonio è profondamente legato al territorio siciliano. Il suo curriculum vanta tappe fondamentali in contesti complessi.
Palermo: esperienze chiave nella Squadra Mobile e alla guida della Digos.
Bagheria: Dirigente del locale Commissariato.
Agrigento: impegnato in delicate attività di polizia giudiziaria.
Prima di approdare a Trapani, ha prestato servizio a Roma presso l’Ispettorato del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Le prime dichiarazioni: pragmatismo e dovere
Nel suo primo incontro con la stampa, il nuovo Questore ha preferito una linea improntata alla concretezza. Il suo messaggio è stato chiaro: la misura del successo sarà data dai risultati operativi sul territorio.
”Farò semplicemente il mio dovere. Quello che c’è da fare sul territorio lo faremo. Servono i fatti, non le parole.”
Di Giannantonio ha mostrato grande rispetto per il lavoro svolto finora, definendo la Questura trapanese e i presidi provinciali come realtà “solide e ben organizzate”.
L’approccio del neo dirigente si muove su due binari: continuità, valorizzare l’ottima squadra già operativa e mantenere gli standard raggiunti.
Efficienza: migliorare, dove possibile, la qualità del lavoro e la risposta alle esigenze dei cittadini.
Concludendo il suo intervento, Di Giannantonio ha manifestato un entusiasmo intatto, guardando alle sfide della provincia di Trapani con una mentalità rivolta al futuro: “Mi piace pensare al presente e al domani, con la stessa energia del mio primo giorno di servizio”.
