Perché qualcosa non muoia: l’eredità umana e professionale di Ugo Forti in un docucorto

Perché qualcosa non muoia: l’eredità umana e professionale di Ugo Forti in un docucorto

Esistono vite che si fanno storia, non per ambizione, ma per la costante e silenziosa fedeltà a una missione. Quella del Dottor Ugo Forti, medico marsalese di 96 anni, è una di queste. Il documentario “Perché qualcosa non muoia”, diretto da Maria Antonietta Nocitra e Claudio Forti, non è solo il racconto di una carriera, ma un atto d’amore verso la memoria e i valori che rendono degna l’esistenza.

Il camice riposto, la memoria ritrovata

Il racconto prende le mosse da un momento di altissimo valore simbolico: l’ultimo giorno di lavoro. Dopo 71 anni di attività professionale, il Dottor Forti chiude la porta del suo studio, ma apre quella dei ricordi.
Dalle macerie del bombardamento di Marsala del 1943 alle immagini storiche dell’idroscalo con i capannoni Nervi, il documentario intreccia la microstoria di un uomo alla macrostoria di un Paese. Le fotografie personali, sparse lungo la narrazione, non sono semplici feticci del passato, ma “sentinelle” di momenti che continuano a parlare al presente.

Una missione oltre la professione

Il senso profondo del suo percorso emerge nel saluto finale presso la chiesa di San Giovanni, Santo Patrono di Marsala. Alla vigilia dei suoi 96 anni, il Dottor Forti offre una riflessione cristallina sulla pace e sull’importanza di custodire ciò che conta davvero.
“È un pilastro di umanità, correttezza e professionalità. Un medico imbattibile della vecchia guardia. Questo docucorto è un materiale umano e storico di grande valore. Il suo messaggio di pace invita alla riflessione soprattutto in questo momento difficile che il mondo sta vivendo. La testimonianza del Dott. Ugo Forti non è solo il racconto di una carriera, ma il testamento spirituale di un secolo di vita vissuta tra dedizione medica e memoria collettiva. Nel docucorto una pagina del Vomere riporta un articolo che parla di Forti grande Amico della famiglia Rubino. Un’ antica e fraterna amicizia dei nostri genitori. Persona perbene che noi stimiamo e ammiriamo immensamente”.
Queste le parole di Rosa Rubino, Direttore de Il Vomere, che ha accolto l’opera con profonda commozione, ricordando non solo il medico preparatissimo, ma l’uomo capace di stare accanto a migliaia di pazienti, spesso anche in difficoltà economiche. Per la Rubino, il momento del congedo dallo studio rappresenta l’apice emotivo di una vita vissuta come una vera e propria missione.

Perché la memoria resti viva

Il titolo del docucorto, “Perché qualcosa non muoia”, suona come un monito e una promessa. In un’epoca di velocità e oblio, la testimonianza di Ugo Forti ci ricorda che la professionalità è nulla se non è sostenuta da una profonda etica umana.
Il lavoro di Nocitra e Forti riesce abilmente a fermare il tempo, consegnando alle generazioni future non solo il profilo di un “grande Medico e un grande Uomo”, ma una bussola morale per orientarsi nel futuro.
Un’opera autentica, da ascoltare e ricordare. Perché nulla di ciò che è stato dato con amore vada perduto.

R.R.