Sold out per la personale di Francesca Genna ” Di terra Di mare” all’ Ente Mostra di Pittura Contemporanea Città di Marsala – ex Convento del Carmine

MARSALA – Sold out per l’ inaugurazione della mostra “Terra, Di mare”, l’esposizione dedicata all’opera di Francesca Genna che ha trasformato il prestigioso ex Convento del Carmine in un crocevia di natura, sostenibilità e ricerca estetica.
L’evento, promosso dall’Ente Mostra di Pittura Contemporanea “Città di Marsala” sotto la guida del suo Presidente, l’Avvocato Riccardo Rubino, ha registrato il “tutto esaurito”.
La mostra, curata da Enrico Caruso, ha offerto un percorso antologico sugli ultimi dieci anni della carriera di Francesca Genna docente all’Accademia di Belle Arti di Palermo, firma autorevole dell’incisione sostenibile. Dalla Cina agli Stati Uniti, dall’India alla Spagna (dove ha esposto al Reina Sofia), la notorietà della Genna non è solo frutto di una raffinata abilità tecnica, ma di una filosofia di vita: l’attenzione verso l’infinitamente piccolo e il “vituperato”.
La volontà dell’Ente: rendere merito a una concittadina che, pur mantenendo un legame viscerale con la Sicilia, ha portato il nome di Marsala nelle più prestigiose istituzioni artistiche mondiali, dal Reina Sofia di Madrid al China Printmaking Museum.

L’arte come recupero dell’essenza

Il pubblico è rimasto affascinato dalla capacità dell’artista di nobilitare lo scarto. Dalle piante “infestanti” come la parietaria, fino alla posidonia e alle alghe spiaggiate fissate sulla carta attraverso l’antica tecnica del cianotipo, ogni opera ha raccontato la possibilità di una nuova vita per ciò che comunemente viene ignorato.
Incisione sostenibile: l’uso di materiali a basso impatto ambientale e supporti di recupero (lini antichi e carte d’imballaggio).
Luce e sale: le vibrazioni tonali del salgemma delle miniere siciliane e il blu di Prussia dell’Erbario Mediterraneo.
Geografie oniriche: le xilografie su carta di riso che evocano arcipelaghi e boschi immersi nella nebbia.

Il Convento del Carmine si conferma non solo come spazio espositivo, ma come centro pulsante di riflessione intellettuale, capace di attrarre un pubblico eterogeneo affascinato dalla “sapiente coerenza” di un’artista che sa trasformare il residuo in bene prezioso.