Certe serate nascono sotto i riflettori delle grandi occasioni istituzionali e finiscono per imprimersi nella memoria collettiva per dettagli del tutto inattesi. È quanto accaduto lo scorso 5 ottobre 2026 al Teatro Massimo di Palermo, dove si è tenuta l’attesissima anteprima nazionale del film TV “Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte” è una produzione Anele (realizzata da Gloria Giorgianni) in collaborazione con Rai Fiction, con il sostegno di importanti enti territoriali e istituzionali come la Regione Siciliana e la Fondazione Sicilia, oltre al patrocinio del Comitato Nazionale per l’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi.Vissuta direttamente dalla platea, la serata ha avuto il sapore di un vero e proprio fuori programma surreale. La proiezione, infatti, è stata interrotta per ben tre volte, con un primo blackout iniziale che si è protratto per una lunga e snervante manciata di minuti. Davanti a una sala gremita e alla presenza solenne del Capo dello Stato Sergio Mattarella, la tensione si è sciolta quando sul palco è salito l’attore protagonista, Alessio Vassallo che con grande aplomb e prontezza ha cercato di sdrammatizzare una situazione davvero complicata. Purtroppo le tre interruzioni tecniche (con la prima particolarmente lunga e imbarazzante) hanno compromesso la normale fruizione dell’opera, costringendo la sala a un finale anticipato e spingendo il sovrintendente Marco Betta a porgere le scuse ufficiali.La serata del 5 ottobre 2026 al Teatro Massimo di Palermo resterà memorabile proprio per questo insolito fuori programma.
Dal blackout all’amore per gli ultimi: stasera su Rai 1 la fiction su Biagio Conte. Un inno alla bellezza che supera ogni imprevisto.Un racconto corale e profondamente sicilianoIl film TV, diretto con sensibilità da Costanza Quatriglio e della durata di circa 100 minuti, restituisce con forza il percorso umano e spirituale del grande missionario palermitano. Un’opera che affonda le sue radici nel territorio, impreziosita dalla consulenza alla sceneggiatura firmata dal giornalista e scrittore trapanese Giacomo Pilati, insieme a Giacomo Mirto e Davide Rondoni, e valorizzata da un cast straordinario che unisce grandi nomi della recitazione — come Donatella Finocchiaro, Giuseppe Spata, Alessandra Pazzino, Rocco Caforte, Gaetano Aronica, Antonio Catania e l’attrice marsalese Claudia Gusmano, Chiara Russo, Simona Badalucco.Ma al di là dei retroscena di sala, ciò che davvero emoziona e scuote le coscienze è il ritratto di Biagio Conte. Rivedere la sua storia sullo schermo fa emergere con potenza quel suo tratto distintivo: lo sguardo. Uno sguardo indimenticabile, quello di Conte mentre incrociava gli occhi disperati, persi e abbandonati dei clochard alla Stazione Centrale di Palermo.Da quell’incontro empatico e profondo è nata una rivoluzione silenziosa ma tenace: la creazione della Missione Speranza e Carità. Biagio non ha offerto soltanto un pasto o un rifugio, ma ha condotto una lotta inflessibile e senza sconti per restituire dignità e locali a chi era rimasto solo e senza un pezzo di pane.
Sulle orme di San Francesco
La sua vita rispecchia fedelmente quella del Poverello d’Assisi: proveniente da una famiglia agiata, ha scelto di voltare le spalle al comfort per farsi povero tra i poveri, fratello dei più fragili e degli ultimi. Un uomo capace di rendere visibili coloro che la società, per comodità o indifferenza, tende a nascondere. Una testimonianza luminosa che, grazie al cinema e al ricordo di chi ne custodisce il valore, continua a camminare in mezzo a noi.L’attore protagonista Alessio Vassallo, che con grande aplomb ha cercato di sdrammatizzare una situazione davvero complicata.
L’attore Alessio Vassallo, interpretando il missionario laico fratel Biagio Conte nel film Sul cammino di Francesco (presentato in anteprima al Teatro Massimo di Palermo), ha toccato corde profonde. Vassallo ha sottolineato come vestire i panni di una figura così straordinaria abbia rappresentato per lui molto più di un semplice impegno professionale: un vero e proprio traguardo di vita e una responsabilità immensa, vissuta con particolare emozione proprio perché condivide le radici palermitane con Biagio. Raccontare Biagio Conte significa inevitabilmente mostrare un volto di Palermo lontano dai cliché e dagli stereotipi: una Palermo capace di una straordinaria bellezza interiore, di accoglienza, di riscatto e di un amore radicale verso gli ultimi, incarnato da un uomo che ha scelto di dedicare ogni istante della sua esistenza agli altri.
Rosa Rubino
