“La Sicilia è nostra e non è di Cosa Nostra”: sindaco, giunta e consiglieri comunali presenti alla manifestazione. Il sindaco Anastasi: «La mafia si vince culturalmente, praticando la cultura della legalità e del bene comune»

“La Sicilia è nostra e non è di Cosa Nostra”: sindaco, giunta e consiglieri comunali presenti alla manifestazione. Il sindaco Anastasi: «La mafia si vince culturalmente, praticando la cultura della legalità e del bene comune»


«La mafia non è solo una questione di polizia, non la si combatte semplicemente nei tribunali. Per affrancarci da questo terribile cancro, dobbiamo vincere la mafia culturalmente. I tanti giovani, le tante donne e uomini, le associazioni, i sindacati, le istituzioni presenti ieri sera a Campobello di Mazara hanno riempito quei simbolici cento passi che hanno rappresentato la contiguità e la collusione con quella incultura di sopraffazione».

Queste le parole con cui il sindaco di Petrosino Giacomo Anastasi commenta la manifestazione “La Sicilia è nostra e non è di Cosa Nostra” che si è svolta ieri presso il vicolo San Vito, a Campobello di Mazara, dove è stato trovato il primo covo del boss Matteo Messina Denaro e alla quale ha partecipato  insieme ai membri della giunta e del Consiglio comunale.

«Ieri sera una folla meravigliosa ha riempito quei cento passi per dire, ad una voce, in modo inequivocabile e inesorabile che la cultura della legalità e dei diritti è più forte della violenza, della sopraffazione e della morte. L’orrore criminale che ha impoverito la nostra terra e i nostri cuori, che per troppo tempo ha spezzato vite non prevarrà, non vincerà. La Sicilia, come cantavano tanti giovani, “è nostra non è di Cosa Nostra”. Una terra che difenderemo, libereremo definitivamente da questo orribile male solo se avremo il coraggio di dire che uno come Matteo Messina Denaro è un terribile assassino e criminale. Ameremo davvero questa terra meravigliosa e disperata solo quando impareremo a praticare giorno per giorno la cultura della legalità e del bene comune, la cultura della dignità e della vita».