Presentato il libro di Salvatore Agueci: “Personalità salemitane degne di memoria”

Presentato il libro di Salvatore Agueci: “Personalità salemitane degne di memoria”

Sabato pomeriggio 25 luglio nella location del Castello arabo-svevo di Salemi, Salvatore Agueci, autore del libro “Personalità salemitane degne di memoria”, Quick Edizioni, ha invitato i presenti a celebrare con lui (non “presentazione” tradizionale del lavoro poiché – ha detto – «sono loro, le
personalità, che si stanno presentando a noi con l’autorevolezza di chi ha fatto la storia di questo Paese e di Salemi in particolare»), circa ottanta personaggi, che meritano essere messi all’attenzione della cittadinanza e non solo.
Dopo l’introduzione dell’Assessore alla Cultura, Vito Scalisi, la relazione del Sindaco, Domenico Venuti, estensore della Prefazione, e la lettura dei messaggi inviati dal vescovo di Trapani, Mons. Pietro Maria
Fragnelli, e dall’Onorevole Ferdinando Russo, che richiamavano al ricordo e all’impegno per tenere viva la memoria, l’Autore ha voluto “far festa”, ricordandone i nomi, attorno a chi ha definito “esimi”, ma
anche «tutti coloro che ci hanno preceduto: artigiani, caduti nella difesa della Patria, emigrati (di ieri e di oggi)… uomini comuni che hanno dovuto conquistarsi degnamente il diritto d’esistere».
Gli altri per ciascuno di noi sono importanti per costruire una Città nuova e un futuro diverso. Agueci ha avanzato così delle proposte all’Amministrazione Alicina: istituire una “Giornata della memoria
cittadina” per ricordare ogni anno chi come formichina ha dato lustro alla Città da renderla famosa nei secoli. E ancora: «In un contesto sociologico urbano è urgente riprendere un dialogo tra amministratori e cittadini, tra cultura e popolo con il quale c’è una simbiosi, tra emigrati e residenti perché l’anello di
congiunzione non si spezzi mai e il baricentro sia sempre il luogo delle loro radici». Per far questo è fondamentale «La creazione di un Gruppo di studio tra esperti» perché serva al rilancio soprattutto economico e non solo. L’apertura di un tavolo di concertazione (diverso dal gruppo di studio) aperto ai
giovani, agli imprenditori salemitani e originari, all’Amministrazione perché si rilanci Salemi tout court,
sia il primo passo per individuare il da farsi ora e subito. «Le lotte ideologiche e di partito – ha detto con
forza l’autore – pongano al centro i cittadini, e solo loro, come soggetto politico, sociale e umano». «Mi
piace richiamare alla nostra mente Riace perché, a mio avviso, sia d’esempio in tutte le realtà associative.
Il “No al razzismo” non sia uno slogan solo da evidenziare ma un programma in cui la Città crede e
attorno al quale si organizza».
La cultura nello sviluppo di un territorio non può essere secondaria, per questo «si rilanci il ruolo della
Biblioteca Comunale, i Musei cittadini. Si ponga in primo piano il turismo, l’abbellimento della Città (con
concorsi artistici, canori, letterari… rilanciando le eccellenze salemitane) perché Salemi diventi faro in
tutta la Val di Mazara, non a caso denominata “L’Atene della Provincia di Trapani”».
Pensiamo al futuro: «Proiettiamoci in esso non emotivamente ma nella concretezza della vita che è studio,
lavoro, competenze… come ci hanno insegnato chi ci ha preceduto: l’eroe non è colui che fa grandi cose
ma chi muore gloriosamente sul campo di battaglia (es. Gaetano Marino con la sua coerenza fino alla
morte) e noi dobbiamo essere attori su questa scena, pronti al sacrificio per chiunque ci chieda conto del
nostro esistere».
Lo sguardo al passato serva da monito per noi di oggi e quelli del domani: «Gli uomini di cui stiamo
celebrando l’operato ci insegnano che chi ci incontra o verrà dopo di noi dovrà spargere il profumo di noi
stessi, del nostro impegno, del nostro amore per una Città che è stata maestosa e continuerà a esserlo se
noi, a partire da oggi, proietteremo fasci di luce e di speranza sugli stessi cittadini e su tutti gli abitanti del
territorio».
Le difficoltà sono dietro l’angolo ma: «Guai a demordere o lasciarci trasportare dalla delusione e dallo
scoramento, sarà la fine, a imbuto, della nostra storia millenaria: perseveranza, caparbietà, unite a umiltà e
abilità sono le qualità umane che cambieranno il mondo e noi dobbiamo esserci immancabilmente».
Un appello, infine, ai giovani, «perché conoscano le loro radici (le scuole salemitane se ne facciano
carico, le famiglie), coltivino la cultura del sapere come strumento critico, crescano con una mentalità
anti-corrottiva, vadano all’essenziale della vita e non si affidino ai surrogati (quali i paradisi artificiali),
investano in un territorio che ha ancora potenzialità sufficienti e si abituino a consumare meno (ci

sarebbero meno rifiuti), considerando vitale anche la soluzione al problema ecologico.
Rimaniamo insonni (è il titolo di un giornale fatto da giovani a Trapani), fino a quando tutti, proprio tutti,
non si sveglino e trovino uno “spazio” sufficiente di operatività».
Prima di concludere l’ultimo appello: «Tanto è stato fatto e si sta facendo, ma molto più rimane da fare.
Raccogliamo anche le briciole (potrebbe essere lo slogan per ripartire) perché nulla vada perduto e
guardiamo in avanti proiettandoci in un futuro moderno, secondo criteri di coinvolgimento personale e di
gruppo per una Città evoluta».
Gli interventi hanno confermato questa linea. Il Sindaco ha annotato le proposte, mentre il moderatore si è
compiaciuto perché questo potrebbe essere un nuovo impulso a guardare in avanti, coscienti tutti che non
ci sarà un domani senza un coinvolgimento di tutte le realtà operanti che dimostrino buona volontà
creativa di sviluppo.

SALVATORE AGUECI