Cultura e scuola, la periferia come punto di partenza

Cultura e scuola, la periferia come punto di partenza

Il messaggio del Dirigente scolastico dell’I.C. “De Gasperi-De Vita” di Marsala Leonardo Claudio Gulotta intervenuto nell’ambito della Festa dell’Unità

“Non dobbiamo portare la periferia al centro. Dobbiamo fare in modo che il centro riconosca la periferia come parte integrante della comunità”. È questo il messaggio lanciato dal Dirigente scolastico dell’I.C. “De Gasperi-De Vita” di Marsala, Leonardo Claudio Gulotta, intervenuto come relatore al tavolo tematico dedicato alla cultura e alla programmazione per la crescita del territorio “Il coraggio di cambiare qui”, promosso dal PD, nell’ambito della Festa dell’Unità.

Il Dirigente scolastico ha definito la cultura un diritto che comprende non solo musei, teatri e libri, ma anche memoria, tradizioni, mestieri e storia dei quartieri, elementi fondamentali per conoscere il passato e costruire il futuro della comunità.

In questo percorso, la scuola deve diventare un presidio culturale aperto al territorio, capace di coinvolgere associazioni, artisti, sportivi, anziani, famiglie e Istituzioni, contribuendo a contrastare le barriere economiche, territoriali e culturali che limitano le opportunità dei ragazzi.

L’I.C. “De Gasperi-De Vita” sta già sperimentando questa apertura al territorio grazie ai finanziamenti regionali, che hanno permesso di riqualificare palestre, Auditorium e laboratori e di realizzare aule immersive e multifunzionali. Ne sono un esempio anche le tre giornate sportive “First Bell”, dal 23 al 25 settembre, che hanno coinvolto alunni e genitori, con la partecipazione dell’Assessore all’Istruzione del Comune di Marsala, Flavio Coppola.

Il Dirigente Gulotta ha inoltre evidenziato che non bastano i singoli progetti, ma serve continuità, proponendo un “Patto educativo e culturale delle contrade” che metta in rete scuola e comunità.

L’obiettivo è trasformare le periferie da luoghi nei quali portare iniziative a luoghi dai quali farle partire. “Perché – ha concluso il Dirigente Gulotta – “ogni volta che permettiamo a un ragazzo di incontrare la cultura, stiamo ampliando il suo orizzonte e gli stiamo dicendo che può avere un ruolo nella comunità alla quale appartiene”.