di Piero Gallo
L’estate 2026 la ricorderemo come una delle più calde degli ultimi tempi, e la giornata di domenica 23 agosto non ha fatto eccezione.
Alle 18:30 di quella torrida domenica arrivo all’interno di un antico giardino. In fondo a sinistra scorgo un palco con tre sedie. Inizia ad arrivare gente: penso siano solo componenti della “famiglia”, e invece arrivano giovani e meno giovani. Il giardino si riempie fino ad esaurire i posti a sedere, ma le persone continuano a entrare, occupando ogni angolo sotto gli alberi e vicino alle piante.

Le tre sedie sul palco vengono occupate e “la storia” ha inizio. Iniziamo con la lettura di una citazione di Proust, affidata al bravissimo e giovane attore Matteo Pipitone. Dopo i saluti dell’assessore Gabriele Di Pietra, inizio a conversare con un “grande” ragazzo che ha nel DNA e nel cuore secoli di storia: Federico Caruana Sala.
Federico comincia a raccontare le vicende della sua famiglia, gli intrecci matrimoniali e quella antica nobiltà che affascina persino “la curva sud” (i suoi giovani amici). Gli intrecci riguardano i rami degli Spanò, dei Sala, dei Montalto, degli Oneto, dei Grignani… Un viaggio talmente ricco da farci ripercorrere più di 500 anni di storia. È stato davvero emozionante vedere tra il pubblico molti degli eredi di queste antiche casate.

Anche il luogo scelto da Federico per la presentazione è affascinante e non casuale: il Jiardino di Assud, già giardino di Palazzo Spanò. Il palazzo, come ci racconta il giovane autore, fu proprietà del Barone di San Giuliano, Scipione Spanò Sala: bisnonno di Michele Sala Montalto, cultore di storia locale e figura fondamentale per Federico, scomparso improvvisamente poco più di tre mesi fa. A lui il nostro giovane scrittore ha voluto rendere un pubblico omaggio, proprio in quel palazzo che Michele abitò da bambino insieme alla famiglia e al bisnonno barone.

Alle mie domande Federico risponde con una preparazione degna di un “vecchio” saggio. Proiettiamo foto che sembrano uscite da un romanzo ottocentesco e illustriamo coincidenze così incredibili da sembrare inventate, mentre raccontiamo fatti assolutamente veri e autentici. Guardando i volti in platea dal palco, ho pensato a come fossimo riusciti, in quel pomeriggio afoso di fine agosto, a unire svariate generazioni in un unico giardino. Un luogo trasformato per l’occasione in una “macchina del tempo” a cielo aperto.
La bellezza è stata il filo conduttore della serata. Una bellezza che si è riflessa anche nel finale, quando Federico ha mostrato una serie di immagini di palazzi, bagli e ville che la famiglia Spanò ha lasciato nel nostro territorio: un immenso patrimonio artistico e culturale per la nostra città.
La plurisecolare e complessa storia della famiglia Spanò di San Giuliano
di Giovanni Alagna
L’interesse per la storia della propria famiglia e la ricerca delle radici, delle origini, rappresentano per molti il primo passo verso la ricerca storica vera e propria. Indagando sulle vicende familiari, è inevitabile che si avverta la necessità di allargare lo sguardo al contesto cittadino e nazionale nel quale la famiglia ha vissuto e operato. Ma l’indagine storica, come sanno coloro che ad essa si sono dedicati, ha una caratteristica peculiare: coinvolge e assorbe completamente chi si lascia catturare da questa passione. Nella nostra città abbiamo avuto nel recente passato numerosi cittadini che hanno cominciato col cercare di ricostruire l’albero genealogico della famiglia, ma poi, presi dal fascino della ricerca storica e d’archivio, hanno saputo proficuamente ampliare il campo d’indagine, offrendo un prezioso contributo alla conoscenza della storia locale.

Federico Sala Caruana è, solo momentaneamente ci auguriamo, l’ultimo di questa schiera. Coniugando sapientemente i ricordi di famiglia a lui trasmessi dal nonno Michele Sala Spanò con una meticolosa ricerca d’archivio, il giovane Federico è riuscito a ricostruire la plurisecolare e complessa storia della famiglia Spanò di San Giuliano. Le otto generazioni degli Spanò succedutesi dal 1759, anno dell’acquisizione del titolo baronale intestato sui suoi beni allodiali di San Giuliano, fino ai giorni nostri sono ricostruite e descritte attraverso accurati alberi genealogici. Di ciascuna generazione vengono ricordati gli esponenti principali che si sono distinti per capacità imprenditoriali o per lodevoli doti di pubblici amministratori, ma non vengono dimenticati i dandy e gli scialacquatori. Il libro, tuttavia, non è una semplice genealogia, ma una narrazione a tratti anche vivace che spazia dalle strategie matrimoniali per conservare il patrimonio alle micro conflittualità locali, fino all’inevitabile impatto con i grandi mutamenti politici ed economici della nostra epoca. Il volumetto: “Spanò di San Giuliano – Una famiglia nella storia di Marsala”, edizioni il Vomere, offre così uno spaccato inedito e rigoroso della vita, dell’economia e delle dinamiche sociali di una famiglia della nobiltà di provincia, che è vissuta sul territorio e vi ha esercitato un ruolo da protagonista. Un’opera imprescindibile non soltanto per i numerosi discendenti della famiglia Spanò, ma anche per tutti gli appassionati di storia locale.
