CON L’ENTUSIASMO DI SEMPRE.

Il 12 luglio di un ormai lontanissimo 1896, il Prof. Vito Rubino – fondatore di questo giornale che da 123 anni è al servizio della Comunità Marsalese – scriveva il primo editoriale. Colonna tutta a sinistra, titolo: “Eccoci sempre all’opera”. Da quel primo pezzo, abbiamo cambiato tanti calendari alla parete. Un conto veloce rende la cifra veramente ragguardevole: quasi quarantaquattromilaottocentonovancinque giorni per più di cinquemila edizioni, ognuna delle quali ha raccolto cronaca, immagini, impressioni e slanci che questa nostra Città ci ha offerto. Con franchezza d’opinione.
Il tempo, dicevamo. Sì, ne è passato tanto sotto i nostri occhi, come tanti sono gli eventi cui abbiamo assistito: dalla Belle Epoque alle trincee, dai ruggenti anni venti alla Liberazione, dalla Ricostruzione al Boom, dalle crisi petrolifere alla caduta della “prima repubblica”. Anno dopo anno, c’è sempre stato qualcuno di noi impegnato a prendere appunti e a compendiare il tutto in un articolo.
Prima l’abbiamo fatto con i lapis sulla carta da riso, da spedire con il bollo “par avion”. Poi, il piano inclinato del progresso tecnologico ci ha consentito di telegrafarli. Di dettarli per telefono. Ad un certo punto, grazie al fax, la carta termica con su scritte le parole si materializzava come per magia tra le nostre mani, annunciata da uno strano sibilo che evocava impulsi elettrici, segnali in codice di chissà quale lingua arcana. Infine, la magnificenza dei computer creò un altro mondo, parallelo a quello materiale, chiamato “internet”. Ed eccoci qua.
Il 2020 è appena cominciato e dall’estremo oriente un nuovo morbo si spande con la rapidità tipica della globalizzazione. Stiamo parlando dell’altro ieri: dovrebbe essere “cronaca” eppure gli eventi diventano già “Storia” mentre scriviamo. In 123 – quasi 124 – anni il Vomere subisce uno stop editoriale dovuto all’emergenza Coronavirus. Nella tempesta infettiva abbiamo scelto di mettere al riparo giornalisti, redazione, collaboratori e tipografi in ossequio a norme che vanno rispettate sebbene non siano state scritte: primum vivere, deinde pubblicari. Era successo solo una volta – quando Marsala venne rasa al suolo dalle bombe angloamericane – che noi si sospendessero le pubblicazioni: non c’era, infatti, più carta nel raggio di chilometri e chilometri.
Questa pandemia senza confini, i cui effetti sono a tutt’oggi incalcolabili, c’è sembrata una buona ragione per replicare la pausa di quasi ottant’anni fa.
Tuttavia, stare con le mani in mano ci sembrava, quantomeno, poco consono al nostro spirito. Che fare, allora? Ebbene, è stato assai semplice: quando non abbiamo a portata di mano la risposta, la andiamo sempre a cercare in un passato che per noi continua ad essere la bussola del nostro presente. Preso in mano il primo numero, abbiamo dato un’occhiata. “Eccoci sempre all’opera!”: è bastato l’entusiasmo di un titolo per ridarci lo slancio giusto per continuare il “solco fecondo”. Da tracciare, questa volta, nello spazio dell’etere.
Veniamo ad oggi. Con questo primo pezzo vogliamo inaugurare il nuovo sito internet de “Il Vomere”, nuova avventura che siamo impazienti di intraprendere. Quale rapporto col cartaceo? Fughiamo subito dubbi e preoccupazioni: il cartaceo non si tocca. Continuiamo a credere che l’informazione abbia tutt’ora una sua dimensione, per così dire, “materiale”… Consentiteci questo romanticismo in forza ostinata e contraria.
E dunque, cosa cambia? Cambia che sul sito troverete tutte le ultim’ore e le notizie che non possono aspettare la pubblicazione; sul cartaceo – invece – continuerete a leggere gli approfondimenti, gli articoli di cultura, le rubriche e tutto ciò che necessita di una riflessione più consistente. Se dovessimo utilizzare una similitudine: il sito internet sono gli appunti presi a lezione, il cartaceo è il libro da studiare a casa.
Riteniamo che questa sia la formula più adatta, capace di offrire una informazione completa e affidabile, che contemperi le esigenze di immediatezza con quelle di analisi.
Come da più di un secolo a questa parte, noi ci siamo. Con l’entusiasmo di sempre.

La Redazione