Un giornale come un figlio: sessant’anni di amore e di battaglie per Marsala nel ricordo di Riccardo Rubino

Un giornale come un figlio: sessant’anni di amore e di battaglie per Marsala nel ricordo di Riccardo Rubino

Un legame che il tempo non ha mai spezzato.
A 40 anni dalla sua morte 17 Ottobre 1986 – 17 Ottobre 2026

di Rosa Rubino

Ci sono presenze che non hanno bisogno di voce per farsi sentire, che non svaniscono con il passare degli anni, ma che anzi si rinnovano ogni volta che il lavoro della vita riprende forma. Sono passati quarant’anni da quando nostro padre, Riccardo Rubino, ci ha lasciati. Nato nel 1904, oggi avrebbe centoventi anni, eppure per me, che continuo a dirigere Il Vomere insieme a mio fratello Alfredo e a mio nipote Riccardo Rubino — condirettore che rappresenta la nuova generazione al timone della testata —, la sua presenza è viva e quotidiana.

Lui viveva per Il Vomere. Ogni suo pensiero, ogni suo giorno, era consacrato a Il Vomere. Lo sentiamo vicinissimo ogni volta che andiamo in stampa. Perché per lui il giornale non è mai stato un semplice foglio di notizie o un’occupazione: era un figlio, una creatura da accudire, difendere e far crescere con dedizione assoluta per quasi sessant’anni. E se oggi la nostra testata ha tagliato il prestigioso traguardo dei 130 anni di storia — fondata nel 1896 da nostro nonno Vito Rubino — gran parte del merito appartiene proprio a lui, che ha letteralmente speso la sua intera esistenza per tenere in vita e far fiorire questa testata.

Nostro padre è stato un precursore dell’ecologia: la difesa della Laguna dello Stagnone di Marsala.

Molto prima che l’ambientalismo diventasse un tema centrale nel dibattito pubblico, nostro padre aveva già lo sguardo rivolto al futuro e alla tutela del territorio.

Con una lungimiranza straordinaria, si batté con fermezza per la salvaguardia della laguna e dello Stagnone di Marsala riuscendo a impedire la costruzione di ben 12.000 posti letto che avrebbero snaturato e devastato un ecosistema unico al mondo. Un vero e proprio pioniere “green”, capace di anteporre la bellezza e la salute della sua terra agli interessi economici del momento.

Uomo di profonda cultura, Riccardo Rubino sapeva che l’identità di un territorio passa attraverso la riscoperta e la valorizzazione delle sue radici storiche. Forte il legame con il mondo accademico: era vicinissimo agli archeologi, legato da una profonda amicizia e stima reciproca con figure come il professore Giuseppe Agosta.

Grazie a lui Il Vomere è stata la voce delle grandi scoperte: la nostra testata è stata la cassa di risonanza di tutte le più grandi scoperte archeologiche del territorio. Ha dato ampio e prestigioso spazio agli studiosi, raccontando pagine memorabili della storia di Marsala, a partire dal celebre Giovinetto di Mozia fino alla straordinaria scoperta della Nave punica. Per lui, dare spazio alla ricerca significava offrire alla città gli strumenti per conoscere e amare se stessa.

Il Vomere è ponte con i nostri emigranti e i giovani. Riccardo Rubino credeva profondamente nella comunità, nei legami umani e nelle nuove generazioni. La sua visione del giornalismo era profondamente sociale e inclusiva. Il Vomere è stato cordone ombelicale con gli emigrati: ha tenuto uniti i marsalesi dispersi nel mondo con la città lilibetana rimasta sempre nel loro cuore.

Lo ha fatto non solo attraverso le pagine del giornale, ma coltivando un rapporto epistolare privato con gli abbonati in Stati Uniti, Germania, Australia e nel Nord Italia. Un legame fortissimo che ho avuto l’emozione di toccare con mano quando appena ventenne partii per una missione in America (organizzata dall’Assessorato alla Cooperazione, Artigianato e Commercio della Regione Siciliana e promossa dal senatore Pizzo per promuovere i i vini siciliani). Tra New York, Chicago e San Francisco ritrovai quei marsalesi emigrati: scrissi un reportage che, sottoposto all’attenzione di mio padre, lo commosse profondamente, spingendolo a pubblicare quelli che furono i miei primi articoli.

Con lui Il Vomere è diventato la bottega della notizia per i giovani. La redazione era sempre aperta agli studenti. Papà li riceveva con entusiasmo per insegnare loro come nasceva un giornale, trasmettendo il valore sacro della stampa libera, dell’informazione rigorosa e dell’importanza della lettura.

È stato dalla parte degli ultimi: e stato costantemente vicino agli umili, alle persone in difficoltà, facendo del giornale uno strumento concreto di ascolto e di riscatto sociale.

Il suo impegno civico non si è mai fermato alla pagina scritta. Quando la città e i cittadini avevano bisogno, Il Vomere scendeva in campo in prima persona. Si è speso attivamente per dotare l’ospedale di Marsala di macchinari medici fondamentali, migliorando la qualità delle cure per l’intera comunità.

Ha lanciato e guidato una grande sottoscrizione popolare attraverso il giornale per finanziare la ristrutturazione della bellissima cupola della Chiesa Madre di Marsala, unendo i cittadini attorno a un simbolo della loro identità.

Ogni sua azione era guidata da un rigoroso senso etico e da un amore viscerale per Marsala, che ha servito per tutta la vita senza mai risparmiarsi.

Alla sua scomparsa, l’intera intelligenza marsalese si mobilitò in segno di stima e gratitudine, scrivendo articoli dedicati a lui, raccolti poi in un’intera edizione speciale del giornale.

Oggi, nell’era del boom digitale e dei social media, noi continuiamo a portare avanti con orgoglio l’edizione cartacea del giornale, tramandando questa eredità anche a nostro nipote Riccardo, che oggi condivide con noi la guida della testata. Lo facciamo per rispetto di quella promessa silenziosa che ci lega a nostro padre e al suo sacrificio d’amore. Sfogliare il giornale oggi significa toccare con mano una storia lunga 130 anni, fatta di passione civile, di battaglie vinte per l’ambiente e di un amore infinito per la nostra gente.

Papà non c’è più fisicamente da quarant’anni, ma ogni volta che il giornale va in stampa e le pagine raccontano la nostra terra, sappiamo che lui è lì, a vivere ancora in ogni riga, a sfogliare il giornale insieme a noi.