Leggiamo su Wikipedia la voce “valetudo”: “…Avendo un regolamento decisamente permissivo (il nome “vale tudo”, in portoghese, significa appunto “vale tutto”), questo formato consente il confronto di atleti che adottano tecniche di combattimento derivanti dalle più diverse discipline marziali: sono consentite infatti sia tecniche di lotta corpo a corpo (comprendenti tutti i tipi chiavi articolari e di strangolamenti) sia tecniche di colpo (effettuate con qualsiasi parte del corpo verso qualsiasi parte del corpo dell’avversario, con l’eccezione degli occhi e a volte dell’inguine) e le uniche azioni proibite erano, per comune accordo dei partecipanti, morsi o graffi. Nei tornei di vale tudo non erano obbligatorie le protezioni, anche se erano raccomandati paradenti e spesso conchiglia. Col tempo si diffusero anche guantini a dita libere con imbottitura minima anti-graffio, a discrezione dei partecipanti”.
Chi ha vissuto il primo grande referendum, quello che ci ha resi una Repubblica, ormai ci ha salutati da tempo.
Chi ricorda quello sul divorzio, lo descrive come una grande partecipazione civile, in occasione della quale scesero in campo persino i pesi massimi della cultura dell’epoca.
A noi non è dato vivere questi tempi.
Noi, purtroppo, siamo letteralmente costretti ad assistere ad una lotta nel fango, dove – come nel valetudo – non esistono colpi bassi.
Questo referendum veramente sta assumendo una portata esistenziale, e ciò è dimostrato dall’oscenità degli argomenti addotti dall’una e dall’altra parte.
Mancati arresti da ricondurre all’indulgenza giudiziaria progressista, magistratura atta a divenire braccio armato dell’esecutivo ed altre boiate paurose che hanno come uni scopo quello solleticare istinti ferini e paure recondite.
Qualora fosse solo una strategia comunicativa, ci limiteremmo a parlare di etichette e buone maniere mediatiche.
Il problema vero, però, è il retropensiero che sta alla base di tutto ciò, e cioè quello di ritenere l’elettorato una pletora di analfabeti, incapaci di qualsiasi attitudine all’analisi e al bilancio dei pro e dei contro.
Impossibile predire chi vincerà, benché i pronostici diano il Sì avanti. Ma è certo chi ha già perso: la credibilità delle istituzioni coinvolte. Tutte, nessuna esclusa.
