La Vendemmia 2025 in Sicilia

La Vendemmia 2025 in Sicilia

Dopo due campagne vitivinicole segnate dalla Peronospora e dalla siccità, la vendemmia 2025 in Sicilia, segna il ritorno alla normalità

a cura dell’enologo Giacomo Alberto Manzo

In Sicilia sud occidentale: in particolare in provincia di Trapani, nel belicino, è iniziata a fine luglio per la varietà Pinot Grigio, Chardonnay e Viognier, anche per la produzione di vini da destinare a spumanti.

Il clima mite degli ultimi giorni, con temperature che oscillano fra i 22 e i 30 gradi centigradi hanno, di fatto, rallentato la corsa alla raccolta.

Si prevede un’annata importante e di qualità con un ritardo di circa una settimana rispetto alle ultime due annate.

La vendemmia nelle zone costiere è molto disomogenea, alcuni vigneti sono abbastanza puliti e non hanno subito danni da peronospora, altri, percentuale notevole oltre il 40%, ha subito danni ingenti, in particolare le cultivar Grillo, Zibibbo e in modo minore il Catarratto.

Andamento diverso nella zona del petrosileno, la zona di Triglia, l’uva è stata colpita dalla peronospora, inoltre ci sono fenomeni di cicalina, mentre la zona di San Nicola, è meno danneggiata e di buona qualità.

La produzione nel territorio di san Nicola (Petrosino), la qualità delle uve è buona, e non danneggia, con maturazione regolare, le temperature al momento regolari permettono una buona maturazione fenolica e non si registrano operazioni di raccolta anticipata.

In molti areali della provincia di Trapani si registrano interi appezzamenti di vigneto colpiti da cicalina.

Vigneto nell’agro di Salemi – Ph. G.A.Manzo

Ma la cosa più preoccupante è il furto di uve nel territorio di Mazara del Vallo, cui alcuni viticoltori sono stati oggetto.

Nella Sicilia nord-occidentale: clima stabile con brevi ondate di calore, fenologia con leggero ritardo ma nella norma, maggiore pressione di peronospora dovuta a nebbia mattutina, produzione in lieve crescita con acini più pesanti. Si è registrato un germogliamento in ritardo, peronospora più aggressiva in alcune zone costiere;

Riflettori puntati sulla maturazione delle uve nel corso di quest’annata 2025 che ha colto di sorpresa un po’ tutti per l’abbassamento delle temperature delle ultime due settimane e per la forte escursione termica.

Nell’agro di Castellammare del Golfo e Alcamo la primavera è stata una lunga corsa per salvare la produzione dagli attacchi fungini, favoriti dalla presenza di piogge e umidità specialmente sopra i 500 mt./slm.

Adottando il regime biologico, si è dovuto intervenire tempestivamente, con interventi molto ravvicinati per ridurre al minimo i danni e le perdite.

Oggi lo stato fitosanitario delle uve è ottimo, i parametri qualitativi delle uve che stiamo monitorando presagiscono una vendemmia più tardiva.

Le temperature contenute e il vento sono un ottimo toccasana per preservare l’acidità e l’aromaticità. 

Qui la vendemmia è iniziata il 2 Agosto con la varietà precoce Chardonnay.

Nell’area sud ovest, dai sopralluoghi effettuati in vigneto, nell’agrigentino, emergono una buona produzione e le attese sulla qualità dei futuri vini, sono ottime.

Il buon andamento climatico delle ultime settimane ha favorito tutti i processi di crescita e maturazione. Una combinazione ideale che ha garantito che i vigneti e le uve si presentassero in un ottimo stato fitosanitario, senza particolari criticità di rilievo. Quantità nella media.

In questi tre macro areali le operazioni vendemmiali, grazie alle favorevoli condizioni climatiche, avranno inizio dopo ferragosto.

Nella Sicilia centro-sud orientale: anche qui il clima mite delle ultime settimane fa registrare la maturità fenologia in ritardo ma con un aumento della resa in quintali/ettaro, rispetto agli ultimi due anni.

Nella zona di Vittoria (RG) in questi giorni è iniziata la raccolta del Sauvignon Blanc con una buona resa e qualità e produttività, con un buon contenuto in zuccheri e acidità totale che si attesta intorno al 20% in più rispetto alla vendemmia precedente.

Buone le uve bio con rese basse sul mosto, dovuto alla siccità, seppur in alcune zone si irriga regolarmente.

Cv. Nero d’Avola colpito da Peronospera nella Val di Noto – Ph. C. Sultana

Per il resto la peronospora ha colpito pesantemente il Nero d’Avola con una previsione del -30%, che in minima parte sarà destinata a basi spumanti visto le difficolta nella vendita dei vini rossi.

Nella zona di Acate la stagione prosegue con pareti che presentano un’ottima situazione vegetativa; buon equilibrio vegeto-produttivo;

I grappoli (perfettamente allegati) proseguono nel loro regolare processo di fine invaiatura e maturazione delle varietà precoci grazie all’andamento climatico conforme alle necessità delle piante (temperature minime e massime idonee alla maturazione delle uve).

Sugli interventi fitosanitari mirati e riguardanti le malattie crittogamiche, risulta esserci un discreto controllo su peronospora oramai bloccata e oidio, eccezion fatta per alcune zone di fondovalle e alcune varietà sensibili laddove permane qualche focolaio di oidio (andamento climatico umido di fine luglio);

Si registra un’importante presenza di Cicalina africana della vite con voli precoci di fine giugno che accompagnati da trend di temperature massime in aumento di fine luglio hanno portato a evidenziare su alcune varietà di rossi sintomi tipici delle punture di suzione dell’insetto (arrossamenti e necrosi delle foglie).

I vigneti irrigui mostrano un mantenimento delle pareti superiore rispetto ai vigneti gestiti in asciutto. Non si riscontrano al momento diminuzioni o calo nel peso dei grappoli.

Nel Sud orientale della Sicilia, nella Val di Noto, la campagna vitivinicola 2025 si sta rivelando fortemente compromessa. Le condizioni climatiche registrate durante il mese di maggio, caratterizzato da elevata umidità e frequenti precipitazioni, hanno creato un ambiente estremamente favorevole allo sviluppo della Plasmopara viticola (Peronospora).

Le aziende condotte con metodo biologico sono risultate le più vulnerabili, con perdite produttive ingenti che vanno dal 50 al 90% e, in numerosi casi, con la compromissione totale del raccolto.

Sono stati riscontrati una significativa differenziazione nella suscettibilità varietale:

Nero d’Avola e Moscato Bianco hanno mostrato una marcata sensibilità all’attacco, con una perdita di produzione stimata tra il 30% e il 40%, mentre il Sangiovese e Syrah hanno manifestato una buona tolleranza, con danni lievi o trascurabili.

Le alte temperature registrate nei mesi successivi hanno determinato un anticipo generalizzato della maturazione. La raccolta di alcune varietà quali lo Chardonnay, Sangiovese e il Grillo sono previste entro il 15 agosto, mentre per Syrah e Nero d’Avola si prevede la vendemmia tra l’1 e il 15 settembre.

Le uve che si sono salvate, risultano di ottima qualità con un regolare (anche se anticipata) andamento della maturazione.

Caso a parte è rappresentato dal Moscato Bianco, la cui maturazione risulta fortemente rallentata a causa della perdita dell’apparato fogliare, compromettendo il normale processo di accumulo zuccherino.

Nel comprensorio etneo le previsioni per la vendemmia 2025 promettono bene, anzi benissimo.

Grazie alle riserve idriche accumulate ci troviamo di fronte a un ottimo equilibrio vegeto produttivo.

Le temperature durante lo sviluppo vegetativo si mantengono non eccessivamente calde, dunque non si riscontra nessun tipo di stress, rispetto al 2024 si registrano circa 7 giorni di ritardo nelle fasi fenologiche.

Dal punto di vista fitopatologico le uve si presentano in buone condizioni sanitarie e si prevede un aumento di produzione circa del 10% rispetto la precedente annata. Le fasi fenologiche sono state regolari e la raccolta sarà in linea con i periodi canonici del territorio Etneo: metà/fine settembre per le basi spumanti e prima decade di ottobre per i vini fermi.

Davvero ottime le aspettative per una bella annata ma ancora è un po’ prematuro avere certezze perché gli imprevisti climatici possono cambiare le aspettative attuali. Quindi, Il taglio del primo grappolo è ancora lontano.

Nel messinese l’andamento della stagione è decorsa e decorre normalmente.

Nella zona di produzione del Marmertino di Milazzo non si registrano danni di nessun genere. La produzione risulta buona sia dal punto di vista qualitativo che quantitativa.

Nelle isole eolie si annuncia una vendemmia improntata alla qualità nel territorio di Salina, dove si prevede un calo produttivo di circa il 15-20 % dovuto alla mancanza idrica nei mesi di giugno e luglio.

Le viti, per fortuna grazie al clima mite non hanno subito attacchi di peronospora, l’unica avversità sono stati alcuni casi sporadici di odio, controllato comunque in maniera efficace con trattamenti preventivi e da pratiche di trinciatura dell’interfila e sfogliatura delle piante con molta vegetazione per limitare l’umidità che si concentrava soprattutto nelle prime ore della mattina. 

La qualità complessiva e ottimale soprattutto per le varietà a bacca rossa che a oggi sono quasi completamente invaiate.

La Malvasia delle Lipari, invece, a causa del forte caldo di luglio che ha bloccato i processi di fotosintesi che, di fatto, sta ritardando la maturazione e si prevede rispetto le altre varietà in ritardo della raccolta di circa una settimana.

A Salina la raccolta delle uve inizierà verso fine agosto con la Malvasia delle Lipari, destinata a produrre vini fermi secchi, seguita dai vitigni a bacca bianca come il Catarratto e Inzolia destinati a produrre altri vini Salina bianchi.

La prima settimana di settembre si prevede di raccogliere il Nerello Mascalese e Corinto Nero destinati alla vinificazione in bianco per produrre il Salina rose’, mentre le uve della Malvasia delle Lipari saranno stese sui classici “cannizzi” per l’appassimento delle uve, necessario per la produzione del Passito delle Lipari .

Vigneto a Pantelleria di Zibibbo – Ph. A. D’Aietti

Nell’isola di Pantelleria, la presenza dell’uva, nei vigneti, è a macchia di Leopardo. In alcune contrade si sono registrate attacchi di Peronospora che ha distrutto quasi del tutto i vigneti. Da non tralasciare gli attacchi di Cicalina che si sono registrate un po’ ovunque nell’Isola.

Si inizierà a breve con la raccolta in alcune contrade dove l’uva matura prima.

Qui l’uva è già pronta per la raccolta e da mettere in appassimento.

Per la vinificazione si andrà dopo ferragosto, anche se è un po’ anticipata.

I produttori sperano che si arrivi alle quantità della vendemmia precedente.

Conclusioni

  • Del tutto assente le contrattazioni di uve e mosti.
  • Al momento è difficile fare previsioni sulla quantità di uve che saranno prodotte, ma questo inizio di agosto fa ben sperare e alla fine, molto probabilmente, i dati in volume di vino i si attesteranno ai valori del 2022, cioè in 3.513.884 di ettolitri (Elaborazione Osservatorio Vitivinicolo e Olivicolo-oleario Regionale IRVO su dati AGEA di dichiarazione vinicola annuale), pari a quintali complessi fra i 4.7 e i 5 milioni di quintali di uve.
  • Preoccupante il furto di uve in alcuni comuni della provincia di Trapani.
  • Mancanza di manodopera;
  • Visto i cambiamenti climatici in atto sarebbe opportuno riflettere sulle difficoltà maggiori nell’affrontare le malattie della vite con i soli prodotti biologici e valutare a livello legislativo, un maggiore approccio alla “lotta integrata” che non sarebbe male.

Enologo Giacomo Alberto Manzo

Nella foto di copertina: vigneti nell’agro marsalese (foto di G. A. Manzo)

Si ringraziano: Maria Carella, Laura la Mantia, Massimo Maggio, Salvatore De Vita, Pietro Colosi, Fabrizio Fiorino, Mimmo Paone, Corrado Sultana, Maurizio Maurizi, Antonio D’Aietti, Antonino Di Marco, Giacomo Spanò e i produttori Carlo Hauner e Massimo Padova.