“Vendemmia 2026: il vigneto Sicilia stringe i denti contro il clima, giù i volumi ma qualità salva tra cali di produzione, sfide di cantina e incognite di mercato”

“Vendemmia 2026: il vigneto Sicilia stringe i denti contro il clima, giù i volumi ma qualità salva tra cali di produzione, sfide di cantina e incognite di mercato”

dell’Enol. Giacomo Alberto Manzo

Ecco un’analisi tecnica, un excursus climatico e il confronto produttivo della vendemmia 2026 in Sicilia rispetto agli ultimi 3 anni.

Stato fitosanitario dei vigneti

La situazione fitosanitaria della stagione mostra due volti ben distinti del vigneto siciliano, fortemente influenzati dall’altitudine e dalla gestione idrica.

Uve Sane ed Equilibrate: Riscontrate soprattutto nelle fasce costiere e nei vigneti d’altura (oltre i 700 metri). Mostrano uno sviluppo armonioso con grappoli integri, eccellente maturazione fenolica e un quadro acido/zuccherino bilanciato.

Danni da Stress Termico e Idrico: Negli areali di entroterra e di media collina, il calore prolungato ha provocato fenomeni di parziale disseccamento dei raspi, acini più piccoli e defogliazione precoce. Questo ha causato interruzioni della maturazione e picchi alcolici anomali.

Vigneto di Zibibbo a Pantelleria (foto Giacomo Alberto Manzo)

Excursus climatico primavera-estate 2026

L’andamento della stagione si è spaccato nettamente in due fasi:

Primavera e inizio estate (fino a metà giugno): condizioni ottimali con temperature miti e un ottimo germogliamento. Lo sviluppo vegeto-produttivo è apparso inizialmente equilibrato, supportato dalle buone riserve idriche accumulatesi nei mesi invernali.

Da metà giugno a settembre: Si sono registrate temperature estreme e prolungate (“da forno”) abbinate a una severa siccità estiva. Questo caldo anomalo ha indotto un forte stress idrico nelle piante, causando un rallentamento della crescita e il blocco del circuito radici-apice.

Sul fronte fitosanitario, il caldo torrido ha azzerato l’umidità, eliminando il rischio di attacchi fungini (viti molto pulite) e riducendo drasticamente la pressione degli insetti, con la totale scomparsa della cicalina. Solo a inizio settembre si sono viste abbondanti piogge localizzate che hanno parzialmente rallentato le ultime raccolte.

Analisi Territoriale Zona per Zona

Provincia di Trapani

Marsala – Salemi: Vendemmia verso la conclusione. Si registra un calo produttivo netto intorno al 40%. La qualità complessiva è buona, ma si riscontrano gradazioni zuccherine e alcoliche decisamente elevate.

Trapani – Fulgatore: Situazione a due velocità legata ai vitigni. Sulle varietà alloctone in irriguo come Chardonnay e Syrah il calo tocca il 40% rispetto allo scorso anno. Al contrario, gli autoctoni Grillo, Nero d’Avola e Perricone hanno risposto con estrema resilienza, non evidenziando perdite quantitative significative.

Fascia Costiera (Petrosino – Mazara): ottima tenuta. Non si registrano cali quantitativi e le uve si presentano sane e ben bilanciate.

Entroterra di Mazara: risente dello stress termico con un decremento del 30% dei volumi rispetto al 2025.

Provincia di Palermo

Zona Corleonese- San Giuseppe Jato: raccolta virtualmente conclusa. Ottima la qualità sanitaria delle uve, ma i volumi sono mediocri, con flessioni comprese tra il 30% e il 40%. Il calo ha colpito duramente le medie colline (350-400 mt.), anche in presenza di impianti di irrigazione. Al contrario, i vigneti d’altura (sopra i 700 mt.) sono rimasti indenni, mantenendo rese costanti.

Provincia di Agrigento

Sambuca di Sicilia: L’estremo calore estivo ha ridotto drasticamente la fertilità delle gemme e della pianta. Si registra un calo del 30% rispetto alla media storica degli ultimi 5 anni. I futuri vini manifestano gradazioni alcoliche molto alte e frequenti squilibri chimici (mancanza di acidità).

Provincia di Ragusa

Vittoria: Le forti piogge di metà settembre hanno costretto a temporanei rallentamenti della raccolta. Le perdite si attestano sul 20-30%, ma la qualità è eccellente, con profili aromatici ricchi e gradazioni superiori alla media storica.

Ispica: Sviluppo eccellente fino a metà giugno, seguito dal blocco vegetativo indotto dalla calura estiva. Vigneti puliti senza attacchi di parassiti. Il decremento delle rese per ettaro è del 20-30% rispetto al 2025. La qualità si profila ottima per i vitigni a bacca rossa (che daranno vita a vini di grande struttura) e discreta per i vitigni a bacca bianca (con vini nella media).

Malvasia delle Lipari in appassimento (foto Giacomo Alberto Manzo)

Altre Zone

Etna: Operazioni di raccolta ancora non iniziate; stime rimandate per evitare approssimazioni.

Milazzo: Forte calore e siccità confermano il trend negativo dell’annata precedente, registrando un calo del 40% sulla produzione annuale.

Pantelleria:­ produzione in calo del 15%, dovuto alla stagione calda, ma le uve risultano sane e di qualità

Eolie: produzione stabile rispetto alle vendemmie precedenti e grado zuccherino leggermente in aumento che conferma l’andamento climatico tropicale degli ultimi anni.

Confronto storico e stime di produzione regionali

La prolungata morsa della siccità e del caldo estivo ha ridotto le speranze di una piena ripresa quantitativa della Sicilia vitivinicola.

Stima produzione 2026 vs 2025: a livello regionale, si stima una produzione totale di vino intorno ai 3-3,5 milioni di ettolitri, evidenziando di fatto una contrazione media del 25-30% rispetto al 2025, anno in cui la produzione si era attestata su livelli più generosi (vicina ai 4-4,5 milioni di ettolitri regionali) grazie a piogge invernali e primaverili più costanti.

Confronto con le ultime tre vendemmie

Preoccupazione per il mercato del vino

Tra i produttori emerge una forte preoccupazione e una lucida presa di coscienza della complessa congiuntura di mercato. Il rischio concreto è il combinato disposto tra l’aumento vertiginoso dei costi di gestione agronomica (dovuti in gran parte ai cicli di irrigazione e soccorso) e la difficoltà del mercato di assorbire l’offerta a prezzi remunerativi. La presenza di vini ad alte gradazioni e talvolta squilibrati impone una gestione di cantina estremamente tecnica e oculata per non perdere competitività sui mercati nazionali ed esteri

Ringraziamenti

Un sincero ringraziamento va a tutti i colleghi, agronomi ed esperti produttori che hanno condiviso con trasparenza e precisione i dati e le osservazioni dai rispettivi areali, permettendo di tracciare questo quadro d’insieme della complessa campagna vitivinicola siciliana.

Un grazie speciale a: Saverio Abbate, Maurizio Maurizi, Irene Vaccaro, Salvatore De Vita, Leonardo Peralta, Sebastiano Polinas, Mimmo Paone, Massimo Maggio, Massimo Padova e Giuseppe Coddretto, Antonio D’Aietti, Pietro Colosi.

Nella foto di copertina: Vigneti nel marsalese (foto di Giacomo Alberto Manzo).