Una doppia tromba marina devasta il trapanese tra Marsala e Petrosino. Un disastro mai registrato nella città lilibetana
Almeno fino alle ore 24 dell’8 ottobre 2026, il tempo non sembrava annunciare perturbazioni tali da destare allarmi.
Sarà giusto lo scroscio di un improvviso acquazzone, manifestatosi verso le ore 9.00 del successivo 9 ottobre, ad annunciare il più tremendo spettacolo che memoria d’uomo abbia mai registrato a Marsala.
Nella mattina del 9 ottobre, due trombe d’aria marine – che in dialetto marinaresco verrebbero a chiamarsi “draunara” – si formano al largo della nostra costa. Puntano sul litorale sud, e man mano che si avvicinano verso la città, acquistano sempre più potenza.
Alle ore 9.30 circa, questi mostri atmosferici sono arrivati sulla terraferma, nelle zone di Terrenove e Ventrischi.
La violenza con cui hanno colpito le strutture sul territorio è stata, letteralmente, inaudita: i video girati con i telefoni da chi ha incrociato la rotta di questi tornado restituiscono immagini apocalittiche.
Pali della luce spezzati, alberi sradicati, abitazioni letteralmente distrutte. La forza dei venti ha raggiunto livelli così estremi da ribaltare le auto in sosta: la zona prospiciente lo stadio di Petrosino ha assunto la fisionomia di un disastro automobilistico: e invece si trattava solo di auto parcheggiate.
Un’auto, poi, viene ritrovata ben oltre la sede stradale della SS 115, adagiata su un terreno adiacente, come se fosse stata abbandonata. Eppure pochi minuti prima era perfettamente in funzione.
I telefonini, intanto, iniziano a notificare i messaggi privati sui gruppi What’s-App: trasmettono immagini di scenari bellici e la disperazione nera di chi ha visto la sua abitazione “invecchiare” di secoli in appena una manciata di minuti. Un altro video, girato verosimilmente all’interno di un Van, risulta il più impressionante di tutti: la mano di chi tiene il telefono – nel punto in cui la forza degli elementi scatena tutta la sua potenza – sta ferma nonostante qualcuno, lì dentro, reciti per disperazione il Padre Nostro e l’Ave Maria. Nemmeno il tempo di realizzare come si stessero evolvendo gli eventi che di fronte all’obiettivo della videocamera fa capolino un’auto che si muove non sulle sue ruote, ma strisciando sul suo tettuccio.
Intanto, le intemperie si abbattono sulla sede della scuola De Gasperi di Terrenove, in pieno orario di lezione. Gli studenti, quasi trecento, si ritrovano a percorrere i corridoi dell’istituto tra vetri infranti, infissi divelti e arredi scolastici rovesciati.
Commovente l’immagine di un piccolo studente che tiene tra le mani, come a proteggerlo e a rassicurarlo, il viso di un suo compagno terrorizzato. Alle ore 11.00, la macchina istituzionale si è messa in moto. Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Forze dell’Ordine hanno immediatamente approntato i primi soccorsi. Sono state dispiegate, nei punto di crollo maggiore, le unità cinofile specializzate nella ricerca di eventuali persone bloccate sotto i calcinacci. Intanto, l’Azienda Sanitaria Provinciale ha attivato tutti i presidii d’urgenza per far fronte ai feriti. Nel primo pomeriggio sono state diramate le prime statistiche. Per fortuna, nessun decesso. La politica locale, intanto, ha già interessato i livelli amministrativi superiori per fronteggiare i danni ancora da quantificare. Il Consigliere Francesco Carini ha interpellato il Presidente dell’ARS, On.le Gaetano Galvagno, e la deputata nazionale On.le Carolina Varchi, per assicurare i fondi necessari al supporto delle vittime della calamità naturale.
Una nota di colore, che ha reso lucidi gli occhi di chi vi ha assistito: i soccorsi hanno estratto sano e salvo un cane finito sotto le macerie.
