di Rosa Rubino
Il clima è cambiato radicalmente, e quella che viviamo non è più una proiezione futura, ma una drammatica quotidianità fatta di ondate di calore soffocanti, estati torride e insostenibili, siccità e stravolgimenti profondi che mettono a rischio la stessa sopravvivenza e la vita dell’uomo sul pianeta.
C’erano dei profeti, a loro tempo: uomini e voci che avevano visto lontano, che avevano lanciato l’allarme mentre venivano regolarmente inascoltati. Ebbene, siamo andati avanti, e oggi le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Servirà a qualcosa questa estate tremenda del 2026?
Questa è la domanda alla quale 8 miliardi di persone sono oggi chiamati a rispondere. Dal responso dipende il destino dell’umanità intera: o tutti insieme saremo salvi, o tutti insieme saremo condannati ad una vita peggiore, molto peggiore.
Anche nella nostra Marsala la crisi climatica si abbatte con violenza, e in questo contesto il patrimonio arboreo urbano non rappresenta soltanto un elemento di decoro estetico, ma una vera e propria infrastruttura di sopravvivenza ecologica: gli alberi producono ossigeno, offrono riparo e mitigano le emissioni di anidride carbonica, abbassando sensibilmente le temperature.
Eppure, la realtà della nostra città presenta luci e ombre. Troppo spesso abbiamo assistito a interventi sconsiderati: non si possono potare gli alberi così, senza una adeguata preparazione o criteri scientifici. Ogni decisione che riguarda il verde deve essere affidata a persone competenti, ad agronomi ed esperti del settore in grado di verificare la reale salute delle piante, valutare se una chioma vada realmente alleggerita o se l’abbattimento sia l’extrema ratio dettata da reali rischi per la sicurezza. Soprattutto, va stabilita una regola aurea e inderogabile: nel momento in cui un albero viene tolto, questo deve essere tempestivamente sostituito con un altro albero. Troppo spesso, invece, alle rimozioni non è seguita una adeguata e rapida sostituzione, lasciando quartieri e piazze – in particolare il centro storico – tristemente spogli e roventi.
Tuttavia, è giusto e doveroso riconoscere i meriti dove ci sono. Un’attenzione particolare al verde è arrivata, ad esempio, dall’azione dell’ex sindaco Massimo Grillo, che ha impresso una svolta importante riqualificando l’intera arteria del lungomare (Mediterraneo e Boeo): da Piazza della Vittoria / Piazza dell’Unità – impreziosita dalla fontana tricolore – lungo tutto il litorale, la zona è stata arricchita con la piantumazione di bellissime palme. Un intervento che ha ridisegnato il volto di una delle passeggiate più importanti della città.Il lavoro fatto sul lungomare con le palme rappresenta un ottimo punto di partenza, ma non deve rimanere un episodio isolato.
Sfogliando gli archivi della collezione storica del Vomere, emerge con forza una tradizione straordinaria: la Festa degli Alberi a Marsala. Un appuntamento fortemente voluto e promosso dal giornale — in un’epoca in cui la redazione vedeva alla direzione Vito Rubino affiancato alla co-direzione dal Sindaco Giacomo Dell’ Orto — e calendarizzato simbolicamente l’11 maggio, data scolpita nella memoria collettiva per il celebre sbarco di Garibaldi.
Già a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, Marsala sapeva unire l’orgoglio patriottico della sua storia risorgimentale con la lungimiranza ecologica della tutela ambientale. Era la dimostrazione che il rispetto per la terra, il verde e il paesaggio non sono mode moderne, ma valori fondamentali che i nostri antenati avevano già compreso e celebrato come pilastri di civiltà e di amore per il proprio territorio.
Sul tema del verde, il nostro giornale non ha mai abbassato la guardia, portando avanti le proprie battaglie anche quando significava scontrarsi contro l’indifferenza generale. Nel corso degli anni abbiamo chiesto conto dei tagli e auspicato sempre il rimpiazzo delle essenze arboree eliminate, pretendendo rigore e monitoraggi professionali.
Oggi torniamo sull’argomento cogliendo l’occasione di una nota dedicata al senatore Pietro Pizzo, che fu promotore – insieme all’allora sindaco di Roma Francesco Rutelli – della celebre legge “Un albero, un bambino”. Si tratta di una normativa risalente a oltre quarant’anni fa che prevedeva l’obbligo di piantare un albero per ogni neonato registrato nel comune.
Se quella lungimirante intuizione legislativa fosse stata applicata con rigore e continuità nel corso dei decenni, oggi la nostra comunità disporrebbe di un patrimonio boschivo urbano straordinario: decine di migliaia di alberi che avrebbero reso Marsala una vera oasi verde.
Un appello per il futuro: continuità e coraggio.
Ci piace ricordare l’impegno anche di un prezioso collaboratore il geologo Aldo Nocitra e anche quello di Elio Piazza.
Di fronte a una crisi climatica che non ammette ritardi, è indispensabile fare di più, riprendendo in mano anche lo spirito di quella storica legge per estendere la piantumazione in tutti i quartieri e nel cuore del centro storico.
