La variabile imponderabile

La variabile imponderabile

La politica, si sa, è l’arte del possibile, perché si basa su un principio monumentale che è il “compromesso”.

Per quanto il vocabolario indichi il sostantivo come sinonimo di “danno”, è altrettanto vero che l’etimologia ne tradisce un significato assai più nobile. “Compromesso” – mi pare fu Togliatti ad insegnarcelo – viene dal latino “cum-prumittere” cioè fare un patto assieme. Per il bene comune, s’intende.

Solo che la politica, specie in punto di alleanze, è come la maionese che regge tutto tranne smontarsi per chissà quali ragioni: e allora quello che sembrava un “compromesso-patto” torna al suo significato negativo di “compromesso-danno”.

Il progetto di Andreana Patti ha destato entusiasmo. Talmente tanto entusiasmo che è riuscita a coalizzare attorno a sé le forze di centro-sinistra e sinistra. Per una parte politica che sconta, da tempo immemore, il dramma del frazionismo non è roba da poco, e di questo è giusto darne atto.

Solo che l’eccesso di entusiasmo ha aumentato troppo la carica magnetica di Andreana Patti, tanto da aver attratto nel suo campo gravitazionale anche un elemento storicamente spurio al centrosinistra: stiamo parlando di ProgettiAmo Marsala.

ProgettiAmo Marsala è un movimento civico di trazione destrorsa. 

Il suo padre nobile, Paolo Ruggieri, ha speso il suo prestigioso cursus honorum in quell’area e a quell’area appartiene.

Tutt’a un tratto, egli decide di fare un “passo di lato”, affidando ai giovani del movimento l’onere di stabilire il percorso politico del movimento. E’ un atto di fiducia nei confronti della nuova generazione, cui viene affidato un capitale di credibilità e affidabilità costruito nel tempo da chi quel movimento lo ha fondato e lo ha fatto crescere tanto da renderlo un serio e determinante “player” della politica locale.

A meno di poche ore dalla dichiarazione di Ruggieri, i nuovi leader di ProgettiAmo Marsala dichiarano di aderire alla candidatura di Andreana Patti, che però – benché sia “civica” – ha dato una connotazione ben precisa alla sua identità politica: non foss’altro perché, in un modo o nell’altro, ogni avvenimento politico marsalese viene prontamente commentato dall’On.le Dario Safina, che è un esponente di spicco del PD e che – giustamente – perora la posizione di Patti. E questo qualcosa dovrà pur significare. O no?

E come si giustifica questo avvicinamento di ProgettiAmo Marsala – che è destra – con un progetto politico che pende decisamente a sinistra?

Uno dice: l’arte del possibile. E sì, è vero. 

Però questo “possibile” deve avere una giustificazione razionale, forte e politicamente accettabile. E questa giustificazione deve, necessariamente, poggiare sul programma del candidato sindaco: perché solo un programma assolutamente condivisibile può motivare una scelta così radicale.

Perché al contrario, in assenza di un progetto politico chiaro e puntuale, una mossa del genere può solo essere percepita come un calcolo di opportunità.

E questo, si badi, vale tanto per l’aggregato quanto per l’aggregatore: tant’è che, alla notizia dell’appoggio di ProgettiAmo Marsala, subito il partito della Rifondazione Comunista si è ritirato da questo campo, che rischia di diventare talmente largo da rendere impossibile percepirne i confini, e dunque l’identità.

A quel punto è inutile ricorrere al civismo, perché questo non può essere come il jolly che giustifica ogni scelta.