Salvini

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La seconda venuta a Marsala di Matteo Salvini, questa volta per manifestare il suo appoggio alla candidata a Sindaco Giulia Adamo, ha sollevato il solito vespaio di polemiche.

Ricorderete, senz’altro, come la prima volta gli fu impedito di parlare in pubblico a causa di una aggressione che non si poté definire “squadrista” sol perché i protagonisti non avevano nemmeno la statura im-morale di quelle che furono i freikorps all’italiana. Fu una roba invereconda, e qualsiasi tutore dell’ordine pubblico – e dunque delle libertà costituzionali assicurate da una Carta sempre invocata, spesso evocata, ma di rado letta e men che meno capita – avrebbe dovuto chiedere scusa per questo happening vergognoso.

Oggi ci sono tutte le premesse per questo bis, e prima che Marsala si renda ancora una volta protagonista di una nuova occasione d’imbarazzo, poniamo qui sul tavolo i nostri argomenti a tutela di tutti coloro i quali vogliono parlare.

Innanzitutto, specifichiamo che quando i democratici da carnevale impediscono al Signor Salvini di parlare, ecco: in quel momento non stanno comprimendo solo il suo diritto di parlare, ma soprattutto il nostro di ascoltare. E siccome gli unici titolati a proteggere le nostre orecchie erano papà e mammà quando, da piccoli, qualcuno diceva una parolaccia, allora chiediamo: scusate, ma voi che invocate bavagli, di preciso, chi siete? I nostri genitori? Chi vi ha riconosciuto l’autorità di impedirci di ascoltare anche chi non piace?

In secondo luogo: questo senso di protezione stile Comitato di Salute Pubblica postula due retropensieri. Il primo: chi si arroga il diritto di stabilire cosa si può dire/ascoltare si sente investito di una funzione che, grazie a Dio, è stata relegata alla polvere della storia allorché fu abolita la censura. Il secondo, ben più grave: ritiene che il pubblico sia composto da deficienti che vanno guidati, educati, ortopedizzati. E questo è offensivo.

Terzo: “ah ma una volta la Lega diceva «Terroni! Terroni!»”.

Vero. Ma non ci pare fossero leghisti quelli che hanno devastato con l’abusivismo coste e aree archeologiche, o hanno attentato alla bellezza di riserve naturali siciliane.

Erano meridionalissimi, forse pure colti e capaci di coniugare bene i verbi, e magari quest’odio – oggi contro la Lega – fosse stato rivolto contro di loro.