Le riforme, alla fine, le fanno solo i governi tecnici

Le riforme, alla fine, le fanno solo i governi tecnici

Referendum 2026

La chiarezza del risultato non lascia margini a manovre interpretative: alla maggioranza degli italiani la giustizia sta bene così com’è.

Al di là dell’esito referendario, però, resta il retrogusto amaro di una lotta politica condotta senza esclusione di colpi, e quello che doveva essere il voto su un testo è finito per diventare un voto sul Governo.

Era prevedibile, del resto: non esiste tornata elettorale che non si riduca ad un banco di prova per chi è in maggioranza.

Maggioranza, Minoranza, Governo, Opposizione: tutti lemmi politici che danno la dritta per aprire un tema che merita attento approfondimento. E cioè: se ci fate caso, tutte le riforme più consistenti – in Italia – sono state appannaggio dei Governi Tecnici.

Il primo esempio, più eclatante: 20 aprile 2012, il Governo presieduto da Mario Draghi fa sì che venga recepito in Costituzione il principio dell’equilibrio di bilancio, con l’effetto che ogni legge successiva difforme è, per ciò solo, incostituzionale. Si tratta di una Bomba H nel nostro ordinamento, perché diventa interessante capire come può, poi, lo Stato varare politiche economiche espansive.

Il secondo esempio. 11 febbraio 2022: a Palazzo Chigi siede Mario Monti e viene introdotta nella Carta Costituzionale la tutela dell’ambiente e della biodiversità. Uno dice: “ma che bello!”. E invece bisogna tenere a mente che ogni produzione umana comporta una esternalità negativa che impatta sull’ecosistema, sicché – secondo gli articoli 9 e 41 della Carta Fondamentale – un deserto di “sciare” è costituzionalmente accettabile, una fabbrica di automobili un po’ meno. Rimane da approfondire come una norma del genere possa interagire con le esigenze della produzione e, a cascata, sul lavoro.

Terzo esempio, ancora Draghi: la riforma Cartabia della giustizia. Non si vedevano interventi così organici da decenni.

Tiriamo le somme: ma è mai possibile che le riforme, qui da noi, possono essere fatte solo da tecnici?

Ecco la vera questione: una politica così delegittimata non ha la forza di sobbarcarsi responsabilità epocali, sicché l’onere di toccare il “fuoco con le mani” viene ribaltato su chi non ha alcuna intenzione di sottoporsi al vaglio di una elezione.

Il risultato?

Ad essere colpita è la democrazia.

REFERENDUM COSTITUZIONALE
SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
A MARSALA

Elettori: 63.503
Votanti: 27.704
Hanno votato NO: 15.931 (58,13%)
Hanno votato SÌ: 11.475 (41,87%)